Non si placa, nel totale sciupio di vinile e foreste amazzoniche, la battaglia sui CD che consentono l'accesso gratuito ad Internet. L'invasione è tale che pare persino Fausto Papetti in tutta la carriera ne abbia stampati di meno. CiaoWeb ne ha messi in circolo 13 milioni (considerando che gli utenti italiani sono più o meno 4 milioni, ne toccano 3 a testa: uno da usare e due da mettere nel microonde per vedere se è vero che viene fuori l'arcobaleno); noi un milione, ed è stata grande festa quando si è saputo che 3 hanno funzionato. "Spizzico" farcisce il "calzone primavera" con quelli di Wind; Kataweb si limita a farcire "l'Espresso" e "Repubblica"; "Blockbuster" distribuisce quelli di Jumpy, e pretende che li riavvolgiate se li riportate indietro.
Come sempre accade quando l'offerta è eccessiva, vincono le idee e l'originalità. Ed è degna di nota l'iniziativa di Infinito, il quale ha puntato sulla parolaccia che, come nel cabaret, funziona sempre.
Ecco le istruzioni per verificare lo scoop di "Noia Portale": procuratevi un CD di Infinito e inseritelo in un Macintosh; cliccate sull'icona del CD e successivamente sulla cartella "Registrazione"; infine aprite il file "badlist.txt".
Quelli di voi che non hanno un Macintosh (o che non hanno a disposizione un CD di Infinito) si chiederanno: e cosa mai potrà contenere?
centinaia di parolacce in italiano e in inglese, da "cacca" e "culo" fino ad una serie di bestemmie che in Veneto non sentivano dai tempi del Vajont. Abbiamo riportato il file integrale, al punto che abbiamo dovuto addirittura proteggere con il sistema RSAC queste pagine per renderle inaccessibili ai minori.
Nelle intenzioni, il file "badlist.txt" dovrebbe indicare le parole che non si possono utilizzare per iscriversi a Infinito. Se sentivate pressante il desiderio di fare vostra l'e-mail "cornuto@infinito.it", beh, sappiate sin da ora che non vi è concesso aspirare a tanto. Non potete chiamarvi neanche "pippone", "pisello", "leccaculo", o "coglione". E neanche "forza.italia" che, nella lista, compare tra "finocchio" e "fottersi".
Il numero per esprimere il vostro gradimento (fatelo numerosi) è quello del call center di Infinito: 02-37009777.
Attraverso la scheda sottostante potrete invece suggerire a Infinito parolacce più creative o che sono state dimenticate nella lista, in modo che la prossima edizione del CD sia più irriverente che mai!
Il tuo nome: (se vuoi)
La tua E-mail (se vuoi)
"Egregi responsabili di Infinito: ho oltremodo gradito la vostra iniziativa di inserire una serie di volgarissime parolacce nell'installazione Macintosh del vostro CD (nel file "badlist.txt" sotto "Registrazione"). Credo però che per la prossima ristampa la lotta con la concorrenza vi imponga di presentarvi con una lista di parolacce ancora più completa ed esaustiva, e per questo motivo mi permetto di suggerirvi di completare la vostra opera inserendo le seguenti espressioni:"
Parolaccia n°1
Parolaccia n°2
Parolaccia n°3
Parolaccia n°4
Parolaccia n°5
Un tuo commento per Infinito:
ALL'ANIMA DEL COMMERCIO
Iniziativa umanitaria dedicata ai banner più bisognosi di affetto
C'è un incubo ricorrente nelle notti dei pubblicitari italiani: Internet. Perché Dio ha permesso la crescita di un mezzo tanto ostile ai fustini Dash così come vengono presentati in TV? Perché questi assurdi figuri che frequentano Internet non rispondono positivamente ad un banner con protagonista Andrea Giordana che penetra nei tessuti e scioglie le macchie? Il reperto che vedete riportato (apparso su CiaoWeb) è una palese dichiarazione di guerra: «E noi ci proviamo lo stesso. Vabbé che non guardate più la tv, ma anni di Mulino Bianco dovrebbero comunque avervi rintronato abbastanza». E allora giù di tormentone, che funziona sempre. 10,4 Kb per dire "No Alpitour? Ahi ahi ahi": un vero spreco del mondo occidentale, quando in certe zone del terzo mondo con un solo banner da 3 kb si raccontano in famiglia tutto ciò che è successo al lavoro in un anno.
L'INTENDITORE
È tornato, non ci sono dubbi. È sicuramente lui, anche se il pezzo non è firmato. Ricordate "l'intenditore" che su CiaoWeb scrisse a proposito di fumetti? Questa settimana ci dedica uno speciale sulla comicità al femminile: più completo di un bignami, meno esaustivo di una frase dei Baci Perugina. Il titolo è "La comicità è donna?", e la risposta del pezzo è, più o meno: "Ma prof, non era nel programma".
Si inizia con: "Da Sabina Guzzanti a Cinzia Leone, da Luciana Littizzetto a Francesca Reggiani, le attrici comiche, al pari dei colleghi maschi pił in voga, hanno sedotto il pubblico col loro linguaggio, i loro gesti e i loro slogan", e già dalle prime righe si palesa, pressante, quella vaga sensazione per cui anche questa volta di notizie nemmeno a parlarne. Neanche con le minacce.
Perserete: magari è un pezzo in crescendo. A dire la verità sembra più un appello, l'elenco del telefono di tutte le cabarettiste italiane. Una sorta di "Uè, c'hai presente, cosa, quella lì...". E infatti si continua con "Per non parlare, poi, dei moltissimi personaggi imitati da Sabina Guzzanti: l'anno scorso, al tempo della Posta del cuore". Mantiene la parola: dice "per non parlare" e non ne parla, morta lì.
Presente all'appello anche Francesca Reggiani, che "ha creato tutta una serie di personaggi capaci di contagiare, con le loro battute, spettatori di ogni etą". Dite la verità, era proprio questo il tipo di informazioni che chiedevate ad Internet: la vostra parrucchiera non lo sa, ma una fortuna l'attende sulla rete.
Sempre su Francesca Reggiani: "Ad esempio, nelle scuole e negli uffici, andava di moda declamare la filosofia di vita di Susanna Agnelli, una delle sue caricature pił riuscite: "Il segreto per fare soldi? Averceli"." Eh già, come no: stormi di colleghi hanno allietato le nostre giornate lavorative scimmiottando Susanna Agnelli declamando il tormentone della Reggiani. In realtà, neanche la Reggiani si ricorda di quella battuta, tanto è passata alla storia.
Si conclude con le interessantissime considerazioni su Cinzia Leone, "diventata famosa non solo con le parodie ma anche con tanti personaggi di sua invenzione. In particolare la signorina Vaccaroni, impiegata delle poste dall'indole catastrofica che immagina come prossima moneta di scambio la "pizza di fango del Camerun", altra frase tormentone entrata nel linguaggio di tanti giovani.". Come in ogni composizione che si rispetti, un piccolo accenno al sociale ("il linguaggio dei ggiovani") non guasta: senza troppa fatica, può portare il tema da un cinque e mezzo al sei meno.
Il cinque e mezzo se lo becca invece Gianni Riotta che qualche settimana fa ha dichiarato su RaiDue, un lunedì sera: "Per noi di CiaoWeb il contenuto è la parte più importante, è la cosa su cui abbiamo puntato di più".
CELEBRITY DEATHMATCH
Mediaset continua ad essere al centro della bufera a causa delle innumerevoli accuse di plagio che la vedono come oggetto. Ha aperto le danze Kermit, protagonista dei "Muppets" di Jim Henson, querelando personalmente Jumpy, la meno famosa e fortunata rana che dà una voce umana e un volto animale al portale del gruppo. Da lì i poi è stato un susseguirsi di accuse e denunce: l'idea della trasmissione di Mara Venier "La vita è meravigliosa" (vi ricorda niente?); il telefilm "Questa casa non è un albergo", vergognosamente ricalcato su "Un medico in famiglia" di Raiuno, e via dicendo.
Il quartier generale di Mediaset è entrato in silenzio stampa, ma l'agitazione c'è, e si sente. Un laconico comunicato dichiarava: "Preso atto delle accuse di varie parti, Mediaset si riserverà di prendere nei prossimi giorni decisioni che la tutelino legalmente da questo tipo di rivendicazioni". Jumpy, la rana, trema: sa di essere meno popolare (e anche un filo più sfigata) del Kermit dei Muppets, e sente il proprio posto di lavoro in serio pericolo. Mediaset potrebbe rinunciare allo sgorbio verde pur di non vedere vedersi intentata una causa per plagio. Scoperta qualche anno fa durante un provino di sosia (che lanciò anche Paola Barale come imitatrice di Madonna), dopo anni di gavetta nella sala costumi di Cologno Monzese, era finalmente riuscita a ritagliarsi un piccolo spazo che, prima o poi, le avrebbe aperto il mondo dei media. Ora invece potrebbe risolversi tutto in una bolla di sapone: speranze, desideri e motivazioni che annegano nella disperazione. Jumpy è stata avvistata per l'ultima volta da alcuni giornalisti sulla riva del laghetto delle papere a Milano due, mentre guardava il tramonto in compagnia di altri due pupazzi usati e poi dimenticati dai piani alti dell'azienda: Uan e Five.