Era dai tempi del secondo Papa ad Avignone che non si verificava una così palese sovrapposizione di ruoli. A chi credere tra i due contenenti che si dicono depositari dei segreti della rete? Un dilemma che per molti è più atroce de "La scelta di Sophie", e che invece la stampa risolve sommariamente dando credito una volta a uno, una volta all'altro. Protagonisti, 1to1 Research di Marco Benatti, la cui imparzialità nel classificare il mondo dei portali è certificata dal fatto di avere creato Virgilio, e Nielsen//NetRatings.
La tabella riportata di seguito riassegna ufficialmente il ruolo della statistica: da branche della matematica a dogma religioso. Ci potete solo credere ciecamente, insomma, perché a fare i San Tommaso si scoprono le gabole. E mica poche.
Siamo in dicembre, ma dati sono quelli di ottobre: il mondo della New Economy è talmente rutilante e aggiornato che analizzare i dati di un server comporta i tempi di un censimento.
In ogni caso la comparazione è chiarificatrice: o ha ragione uno dei due istituti di analisi dei dati, oppure hanno torto entrambi. Un leggero scarto è fisiologico e accettabile, 152 milioni di pagine viste in meno (quelle che assegna in meno a Virgilio Nielsen//NetRatings rispetto a 1to1 Research) sono una nuova teoria della relatività.
Più scattanti dei pazienti di "Risvegli", più presenti di Rain Man: sono i manager della Old Economy che starebbero accorrendo in salvataggio dei pischelli che fino ad oggi hanno gestito le imprese legate ad Internet, e che "Il Mondo" accoglie trionfalmente titolando: "Arrivano i Big". Li contraddistinguono piglio, fermezza, e una linea d'azione basata su pochi, semplici pensieri. Mica per altro: quando sono gli unici che hai, un po' ti ci affezioni. Impossibile fare una cernita, anche perché sono tre in tutto: 1) «Devo cambiare le pile al telcomando del box»; 2) «Burp!»; 3) «I manager della "New Economy" sono dei fichetti lampadati che si puliscono il moccio con le mani».
"Il Mondo" dedica un bel quattro pagine di servizio per spiegarci che la classe non si inventa e il moccio - invece - ce lo si pulisce con la cravatta. In più ci fa il bignami della storia del mondo da che è nato: mentre i piccoli stavano giocando sul campetto dell'oratorio con il pallone portato da casa, sono arrivati i grandi e si sono presi il campo e tenuto il pallone.
Ben vi sta! Li avevate esclusi, relegati ad una vita di stenti, privati della nota spese? Ecco, ora stanno tornando: dai giardini pubblici, dalle bocciofile, dai dopolavoro aziendali, dal babysitteraggio dei nipoti, dalla fila per la tessera oro del treno. E, attenzione, sfornano geniali intuizioni del tipo "Bisogna creare una prima linea di pochi manager e una seconda di giovani internettiani che rispondano ai primi". In pratica, l'unica vessazione che rinunciano a concedersi è farsi vostra sorella. Ma solo perché è un cesso.
Manger della New Economy, prima o poi sarà richiesto che tu sappia quante zollette desiderano nel caffè! È necessario che impari a conoscerli. Per questo "Noia Portale" li presenta, uno per uno.
MASSIMO ARMANINI numero uno di Jumpy,
arriva da due anni alla
«Quello dei portali è un business in cui la competitività è molto alta: noi abbiamo intenzione di distinguerci. Offrendo l'Alta Qualità, innanzitutto, ma anche attuando una scrematura degli utenti, fornendo dalla Centrale servizi mirati a singole fasce di consumatori. A Jumpy vorremmo evitare un'eccessiva pastorizzazione dei contenuti: meglio dare un'informazione schietta, sincera, divertente e che contenga tanto calcio.»
GIANLUCA BRAGGIOTTI numero uno di MyQube,
ex capo dei pneumatici
«Quello di Internet è un terreno scivoloso. Noi cerchiamo idee che facciano presa: siamo partiti in seconda e non abbiamo intenzione di assecondare la frenata brusca della new economy. Il fondo MyQube ha chiamato me in quanto esperto nel campo: so ad esempio che quando il fondo è bagnato è meglio non usare le slick e prevedere almeno tre soste ai box invece delle canoniche due.»
GIANCARLO MARANGON CFO di Jumpy,
arriva dagli occhiali
«L'importante è indubbiamente vederci chiaro, non essere miopi e sfruttare appieno le potenzialità di Internet. Sin dal momento in cui abbiamo aperto gli occhi su questo nuovo mercato ci siamo dati da fare per far capire ai clienti che la rete non è una montatura. Il mio portale preferito? AltaVista. Il difetto da evitare: essere lenti.»
PAOLO CERETTI numero uno di CiaoWeb,
arriva dal settore controllo
«Il segreto è essere scattanti e avere una marcia in più. I nostri sforzi si sono concentrati sulla concessionaria, nello sviluppo del motore e nel rifornimento di contenuti. Internet è una corsia preferenziale per il business; bisogna essere un veicolo pubblicitario all'altezza: il nostro ha addirittura superato il test dell'Alce.»
Da questa puntata "Noia Portale" lancia "Facce da New Economy", una serie di comode dispense che vi aiuteranno a capire quali sono le figure di esseri umani che minacciano più da vicino la sopravvivenza stessa della specie.
Tappa obbligata e punto di partenza di questo "Mondo di Quark" della finanza è la figura più controversa e bizzarra dell'intero bestiario economico: il consulente.
Bene, scusate il bieco ma necessario espediente: se state continuando a leggere non siete un consulente.
Se lavorate in una grande azienda, e specialmente se è una multinazionale, dovreste essere già abbastanza pratici delle modalità di approccio, ma soprattutto degli espedienti per starne alla larga. A tutti gli altri consigliamo accortezza: il pesce consulente si nutre di avanzi e vive sul dorso degli squali. Riconoscerlo è relativamente facile, tanto che non serve neanche l'apparecchietto di Blade Runner: molto semplicemente, un giorno, a caso, pronuncerà una delle seguenti frasi:
"Quando sono entrato in McKinsey..."
"Da una ricerca fatta quando ero in Andersen Consulting..."
"Questa domenica in famiglia abbiamo proiettato le slides PowerPoint delle ultime vacanze..."
Col tempo, però, si fanno più accorti, per questo può rivelarsi necessario stampare e conservare la scheda (che trovate qui di seguito) che ne illustra le caratteristiche, le abitudini e l'aspetto...
Iniziativa umanitaria dedicata ai banner più bisognosi di affetto
Era un po' l'auspicio di tutti, che Jumpy prima o poi si desse all'agricoltura. Basta con l'altalena e le sfighe della New Economy: il portale Mediaset si dà ai fondi, intesi non come quelli in cui investire, ma quelli in cui coltivare. Lo fa con il banner di Fito, il vaso che simula i processi mentali di un direttore marketing, e infatti riesce persino ad annaffiarsi da solo. Quasi 10 Kb per ottenere l'effetto presepe, considerando che nello stesso spazio potevano essere ospitati tutto il primo tempo di "Tempesta di ghiaccio" e un cameo dell'iceberg di Titanic.
TUA SUORA!
Borsino delle parole della new economy che portano sfiga
I vostri colleghi vi sfottono perché non leggete FinanzaWorld tutte le mattine e non siete aggiornati su ogni minimo ruttino della New Economy? Noia Portale è qui per difendervi e aiutarvi. Ecco, aggiornata a questa settimana, la classifica delle parole che non dovete mai, proprio mai, pronunciare durante una qualsiasi riunione aziendale. Porta sfiga anche solo proferirle a bassa voce davanti alla macchina del caffè: Maurizio Guglielmetti, CEO di una start-up, ci ha provato e nel giro di 5 minuti si è visto slittare il break-even di ben 7 anni; Hans Köeler, titolare di un sito di e-commerce e a cui è scappata la parola "Wap", ha perso tutti i buoni pasto.
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Free Internet Wap B2C (Business to Consumer) B2B (Business to Business) Funky Business Web TV Freedomland Virgilio De Giovanni Portale Nina Brink
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UN PORTALE DA URL
Potevamo esimerci dal dedicare almeno uno spazietto al Forrest Gump dei portali, al sito che tanto ha fatto per la fortuna di questa rubrica? No, infatti. Per questo torniamo a parlare di Ciaoweb. La guerra tra portali è una sorta di gara a chi ce l'ha più lungo, e il sito della famiglia Agnelli la sta prendendo troppo a cuore. Gonfio d'orgoglio lo sta facendo vedere a tutti e ormai non si preoccupa neanche più di nasconderlo.
Noi non siamo maliziosi, ma voi magari si, per cui ci corre l'obbligo di specificare che l'oggetto della discussione è l'indirizzo.
Provate a digitare "www.ciaoweb.it" e cliccate su uno qualsiasi dei canali presenti nel menu in alto: l'indirizzo attraverso il quale raggiungere una qualsiasi pagina dell'inutile emanazione internettiana della Fiat risulterà essere qualcosa di simile alla comodissima url che riportiamo di seguito.
Kjell Nordström lavora all'Institute of International Business della Stockolm School of Economics. Fondatore dell'Advanced Management Program, l'élite dei business-man scandinavi. Membro del comitato direttivo della società norvegese Stokke Fabrokker, della svedese Spray Ventures e dell'agenzia americana Razorfish.
Kjell Nordström, 20 gennaio 2000
O T T O
M E S I
D O P O
AdnKronos, 22 settembre 2000
«Spray non è uno di quei tipici portali americani, alla Yahoo!, o alla Lycos, che replicano il modello statunitense anche in Europa, sperando di avere successo con quella che è una semplice traduzione. Noi siamo più cool! E essere più cool significa essere come Spray: "glocal", globale ma anche locale, capire le diverse culture da paese a paese. E questa è l'unica strategia per essere vincenti.»
Lycos Europe acquista Spray per 674 milioni di euro
Lycos Europe, un servizio internet controllato da Bertelsmann, e Lycos hanno firmato un accordo per acquistare il gruppo svedese Spray per 674 milioni di euro. Lycos Europe pagherà 84,3 milioni di azioni per Spray. L'accordo prevede anche che Spray Ventures e Investor compreranno 100 milioni di euro in azioni Lycos.
CELEBRITY DEATHMATCH
Noia Portale aveva previsto (nella 4a puntata) che il destino di Paolo Liguori sarebbe stato quello di finire a contemplare malinconicamente le papere del laghetto di Milano 2, in compagnia degli altri ormai dimenticati pupazzi di Mediaset: Uan, Five e Jumpy. È successo, e sui motivi della sostituzione alla guida di Studio Aperto cade il più fitto silenzio. Voci non controllate sostengono che proprio Liguori, in una riunione di redazione, abbia inavvertitamente citato l'espressione "Web TV", e che la sfiga poi ci abbia messo del suo (cfr. la rubrica "Tua suora!", più in alto nella pagina).
A margine di questa penosa vicenda c'è da registrare che l'annosa diatriba tra le due rane famose, Kermit e Jumpy continua approdando nelle aule del tribunale (il pupazzo di Jim Henson, se ricordate le precedenti puntate, ha querelato lo sfigatissimo feticcio del portale Mediaset per violazione dei diritti d'autore).
A questo punto pare proprio che i legali della rana statunitense abbiano in mano carte assolutamente vincenti, che Noia Portale è in grado di anticiparvi: la prima delle due immagini che vedete sulla destra fa parte di una collezione di loghi per i telefonini che sta girando per la rete. In essa è chiaramente riconoscibile (potete verificarlo voi stessi) l'immagine inconfondibile di Kermit associata al logo di Jumpy. E non finisce qui: accortisi del misfatto i legali della rana mediasettiana hanno tentato di rimediare alla bene e meglio e, nella pagina di loghi e suonerie del portale, hanno pubblicato una nuova immagine (la seconda a destra), facendo questa volta un torto ad un altra rana famosa, Kero Keroppi (ne trovate una selezione di immagini cliccando qui).
I problemi, insomma, per l'infausto simbolo del portale berlusconiano, non finiscono qui. Nuove cause sono all'orizzonte, e certo non aiuta l'assoluto menefreghismo dei vertici aziendali: Confalonieri, che spesso parla volentieri del Gabibbo, non ha mai avuto una parola dolce o di conforto per la propria creatura. L'unica proposta vera è propria è stata l'offerta di dirigere la redazione sportiva Mediaset. Paolo Liguori era la seconda scelta: Jumpy, su cui erano cadute le preferenze dell'azienda, ha dichiarato "Preferisco la legge Bacchelli, grazie lo stesso".