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IL PANEL QUOTIDIANO
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Sei qui:   Homepage > Tecnologia > Noia Portale > (5): 12/12/2000 > Il panel quotidiano
   IL PANEL QUOTIDIANO
Era dai tempi del secondo Papa ad Avignone che non si verificava una così palese sovrapposizione di ruoli. A chi credere tra i due contenenti che si dicono depositari dei segreti della rete? Un dilemma che per molti è più atroce de "La scelta di Sophie", e che invece la stampa risolve sommariamente dando credito una volta a uno, una volta all'altro. Protagonisti, 1to1 Research di Marco Benatti, la cui imparzialità nel classificare il mondo dei portali è certificata dal fatto di avere creato Virgilio, e Nielsen//NetRatings.
La tabella riportata di seguito riassegna ufficialmente il ruolo della statistica: da branche della matematica a dogma religioso. Ci potete solo credere ciecamente, insomma, perché a fare i San Tommaso si scoprono le gabole. E mica poche.
Siamo in dicembre, ma dati sono quelli di ottobre: il mondo della New Economy è talmente rutilante e aggiornato che analizzare i dati di un server comporta i tempi di un censimento.
In ogni caso la comparazione è chiarificatrice: o ha ragione uno dei due istituti di analisi dei dati, oppure hanno torto entrambi. Un leggero scarto è fisiologico e accettabile, 152 milioni di pagine viste in meno (quelle che assegna in meno a Virgilio Nielsen//NetRatings rispetto a 1to1 Research) sono una nuova teoria della relatività.

1to1 Research Nielsen//NetRatings
Unique Impress. Reach # Unique Impress. Reach #
Virgilio 2.931.000 249.992.000 52,4% 2,582,388 97,825,611 42.46%
IOL 3.655.000 297.137.000 65,4% 2,569,707 136,030,142 42.25%
TiscaliNet 2.726.000 104.817.000 48,8% 2,078,321 58,461,843 34.17%
Jumpy 2.551.000 136.324.000 45,6% 1,684,078 68,906,758 27.69%
Kataweb 2.321.000 172.588.000 41,5% 1,550,676 64,523,165 25.50%
MSN 1.470.000 70.268.000 26,3% 14° 1,094,700 28,473,278 18.00% 14°

La professione di fede nei confronti della statistica è comunque messa a dura prova da altri casi presi in considerazione da Noia Portale. Tanto per citarne alcuni: nella classifica di Nielsen//NetRatings, TuttoGratis batte Netscape e Il Sole 24 Ore; CJB batte CiaoWeb ed Excite.com; l'anonimo Namezero prevarrebbe invece su AOL, Infostrada, Buongiorno, Amazon, Mediaset Online, Inter, GSMBox. Al 56° posto si classifica un ambiguo sito senza nome, per cui viene riportato il solo numero IP: 194.109.218.190. Cliccandoci sopra appare il nulla: una pagina in cui è scritto "Under Construction". Eppure 194.109.218.190 sarebbe più famoso e frequentato, nell'ordine, di: Gazzetta dello Sport, il Sole 24 Ore, Wind, Tiscali, MTV, Vitaminic, Corriere della Sera, Fineco, Canale 5 e Radio Deejay.
Non va meglio per quanto riguarda i risultati forniti da 1to1 Research: l'onnipresente e improbabile TuttoGratis dà la polvere a Excite, Lycos, Rai, Mediaset Online, Tiscali e Radio Deejay. Giusto per fare un esempio: potremmo andare avanti per ore.

Se la situazione fosse questa, sarebbe una disfatta: pensate solo ai miliardi spesi in campagne pubblicitarie da CiaoWeb per essere battuto da Tuttogratis, o come si sentono al Sole 24 ore nel sapere che Infinito, il portale più sconosciuto e inutilizzato della rete, prevale sul più letto quotidiano economico d'Europa.

Il problema è presto detto: queste società di rilevazione (come quasi tutte, del resto) vendono i propri dati. Il che, tradotto, significa che il controllato paga il controllore. E che interesse avrebbe quest'ultimo a danneggiare proprio le aziende che gli permetteno di sopravvivere?
Per questo vincono tutti: i siti di 1to1 Research e Nielsen//NetRatings sono tutto un fiorire di classifiche diverse, che considerano diversi dati: impressions, percentuale di raggiungimento degli utenti, tempo speso sul sito, numero di visite per persona, numero di pagine per persona, eccetera. Per ognuna di esse esiste un vincitore che, come al luna park, paga e si guadagna la sua bella bambolina.
Tanto per fare un esempio, secondo Nielsen//NetRatings il sito di Fineco risulta 114° per numero di visite, ma primo per tempo speso per utente. Da una classifica che deborda verso il cabaret, risulta che gli aficionados del sito spulciano pagine per ben 1 ora, 15 minuti e 44 secondi. Mentre da un lato l'utenza sembra che pernotti su Fineco, dall'altro decide di visitare Virgilio per un tempo massimo di 9 minuti. Sfruttati bene, però, perché in questo lasso di tempo ciascuno di essi visiterebbe ben 38 pagine. Va ancora meglio per Clarence: 16 minuti e 50 secondi di tempo medio sul sito, e 60 pagine viste per persona. Facendo un rapido calcolo, e considerando la rinomata e proverbiale velocità del nostro sito, significa 16 secondi per pagina: neanche il tempo di lasciare caricare la testata.
Va peggio (o meglio, a seconda dei punti di vista) su 1to1: nella classifica di maggio 2000 gli utenti spendono su Clarence una media di 27 minuti, e in quel lasso di tempo visitano 120 pagine. In pratica, più o meno, 4 secondi e mezzo per cliccare continuamente e cambiare pagina. Neanche un picchio ce la farebbe.
In compenso, sempre da 1to1, risulta che i visitatori del sito della Banca di Roma (970° in classifica) sostino sul sito per 9 ore, 18 minuti e 44 secondi, chiaro ed evidente segno del fatto che del panel che 1to1 utilizza facciano parte anche un buon numero di persone decedute davanti al monitor.

Insomma, secondo i dati ricavati dal turbinio di classifiche Clarence per Nielsen//NetRatings batterebbe di gran lunga Repubblica.it e per entrambe le società di rilevamento stravincerebbe sul Grande Fratello. La cosa dovrebbe onorarci, e invece dimostra soltanto quanto l'hit parade casareccia dei siti sia una gran puttanata.

Lo è per i motivi che abbiamo elencato, ma non solo: primo fra tutti il fatto che i portali barano. Non alcuni, quasi tutti. Vi diciamo come.
L'"International Federation of Audit Bureaux of Circulations" (IFABC), una federazione cooperativa volontaria statunitense, ha stabilito tempo fa vari criteri per la misurazione del traffico internet. Il più importante di questi (recuperabile cliccando qui) dice che la visualizzazione di una pagina non può essere conteggiata se non è stata espressamente richiesta dall'utente. Vi sarete certo imbattuti in siti che, una volta aperti, hanno caricato automaticamente una miriade di finestre diverse del vostro programma di navigazione. Ecco: 1to1 Research e Nielsen//NetRatings non sono al momento in grado di considerare come non valide quelle pagine. E badate bene che non sono solo i siti porno ad adottare (per altri motivi) questo trucco. Lo fanno anche i portali di casa nostra, ma in modo più discreto. Qualche esempio:

• Se avete un indirizzo di posta su Hotmail, inserite il vostro nickname e la vostra password e accedete al servizio. Una volta compiuta l'operazione provate a scollgarvi cliccando sul pulsante in alto a destra su cui è scritto "Passport Sign Out". Come per magia, anche se non avete specificato nelle preferenze del vostro programma di navigazione che siete italiani, verrete trasportati di forza su MSN.it, la branche italiana del portale Microsoft. Voi non avete richiesto che accadesse, eppure in questo momento siete annoverati tra gli utenti di MSN. Ma beffa non finisce qui: nelle classifiche di 1to1 Research e Nielsen//NetRatings non solo MSN appare nelle prime posizioni beneficiando quasi esclusivamente di utenti che non gli appartengono e che provengono da Hotmail, ma appare anche (al 17° posto) anche Passport, che formalmente è solo il sito che si utilizza per scollegarsi.

• Avrete quasi sicuramente sentito parlare di KwFinanza, la sezione di Kataweb attraverso la quale si possono ottenere i risultati di borsa in tempo reale. Ebbene, se andate a spulciare nel codice Html che genera la pagina, vi accorgerete dell'ingombrante presenza di un particolare comando:
<META HTTP-EQUIV="refresh" CONTENT="200">
Niente di particolare, se non fosse che questa "tag" istruisce il vostro programma di navigazione a ricaricare per intero la pagina ogni 200 secondi (più o meno 3 minuti). Magari siete davvero interessati all'andamento del Mibtel, e quindi avete deciso di tenere la pagina di KwFinanza in sottofondo mentre lavorate, per averla sempre a portata di mano. Ebbene, così facendo, senza accorgervene, il sito si sarà ricaricato 144 volte nel corso di una sola giornata lavorativa.

• Secondo quotidiani e settimanali che hanno pubblicato le classifiche di 1to1 Research e Nielsen//NetRatings, Jumpy ha compiuto un impressionante balzo in avanti grazie al Grande Fratello (che genererebbe più dell'80% delle pagine visitate totali). Ebbene, provate ad aprire la sezione del portale Mediaset dedicata alla trasmissione (cliccando qui): oltre alla normale pagina che illustra le prodezze di Taricone e soci, vedrete aprirsi un'ulteriore finestra contenente una delle ultime notizie.
E già a questo punto le pagine viste risultano due, invece che una, come avevate richiesto. Ma non finisce qui. La pagina è composta da varie sezioni (ognuna delle quali si carica a parte ed è generata da un "file" diverso). Immergetevi nel codice Html e scoprirete che la parte che riguarda esclusivamente la testata contiene un comando che la fa ricaricare ogni 60 secondi. Diversamente dal caso precedente, il comando:
<META content="60" HTTP-EQUIV="REFRESH">
ha effetto solo su una porzione della pagina. Voi non ve ne accorgete, siete lì che vi beate con le notizie o i video sulla nuova capigliatura di Cristina, magari ci passate anche delle ore senza cliccare, e le società che rilevano il traffico internet vi stanno classificando come beoti intenti a ricaricare la stessa pagina ogni minuto. Nel frattempo, Jumpy sta facendo passare il banner pubblicitario decine di volte, e magari un manichino di Publitalia 80 si sta vantando col cliente (che tanto paga quante più volte il banner appare) dell'alto numero di pagine viste. Un po' come se al supermercato vi facessero pagare sei volte una sola Fanta.

Il guaio è che per quella parte fessa della stampa per cui Internet è una brutta bestia di cui bisogna parlare anche se non se ne capisce molto, le statistiche di 1to1 Research e Nielsen//NetRatings sono la manna dal cielo: "gioite, c'è un'Auditel anche per Internet!" Un'ulteriore fesseria da sparare in copertina sotto il titolo "Ecco il meglio della rete". E a nessuno magari viene in mente che dalla nascita della televisione fino ad oggi sono passati 60 anni, che i mezzi a disposizione consentirebbero di scartare l'impiego di un panel limitato di duemila/cinquemila persone per ottenere dati che risiedono e sono disponibili fino all'ultimo decimale sui server dei siti da monitorare.
Sarebbe sufficiente che un'organizzazione indipendente ne certificasse la veridicità. Gratis, o a prezzo di costo. Ma, in fondo, chi è Benatti, Babbo Natale?

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Legenda della tabella comparativa:
Unique = Unique Visitors, ovvero il numero di utenti singoli che visitano il sito.
Impress. = Impressions, ovvero i risultati basati su una singola pagina e tutti gli elementi (testi, foto, immagini, video) in essa contenuti.
Reach = la percentuale totale di utenti raggiunta dal sito.
# = Posizione in classifica

  di Gianluca Neri
i siti "ospiti" in questo numero:  CiaoWebInfinitoItalia OnlineJumpyKatawebMediaset OnlineSpray ItaliaVirgilioYahoo! Italia
   data: 12 dic 2000 protezione contenuti: assente Aiuto  

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