Carlo Fornaro, responsabile della comunicazione di Omnitel-Vodafone, ha chiarito la posizione dell'azienda riguardo all'interconnessione. GSMBox, oltre le vette raggiunte da Emilio Fede, più borderline di Mario Giordano di Studio Aperto, critico quanto può esserlo Piersilvio con papà, da' il suo contributo alla discussione con la domanda: "C'è stata comunque moltissima disinformazione per quanto riguarda la problematica degli SMS da Internet. In particolare, si è sostenuto che i messaggi inviati non saranno più gratuiti, accusando per altro i gestori di aver creato un cartello".
Pallottoliere alla mano, Clarence ha prodotto 50 pagine sull'argomento; ha ripreso 48 notizie e lanci stampa sia pro che contro il progetto di interconnessione; ha riportato integralmente anche le dichiarazioni dei rappresentanti delle compagnie telefoniche; ha dedicato alla questione uno spazio fisso in ogni singola pagina del sito per un mese e mezzo. Quanti articoli ha dedicato GSMBox all'interconnessione riguardo agli SMS secondo il motore di ricerca Google? Cinque in tutto.
A dire il vero, va detto, da GSMBox si ricavano però alcune importanti informazioni, come la dichiarazione dell'ing. Emilio Frezza, Direttore Area Sviluppo di Wind, secondo la quale il terzo operatore "più che aderire è stato costretto ad aderire" (l'intervista integrale cliccando qui).
Così, giusto per non contribuire alla disinformazione, ecco una risposta punto per punto ad alcune dichiarazioni di Carlo Fornaro di Omnitel (trovate l'intervista completa cliccando qui).
Le nuove iniziative per protestare contro la tariffa di interconnessione che, dal 1° giugno, dovrebbe impedire l'invio di SMS gratis da Internet
No, l'SMStrike non è bastato: gli operatori di telefonia mobile (tutti, nessuno escluso) procedono nell'intenzione di istituire una tariffa che impedirà ai portali di continuare ad offrire gratuitamente il servizio SMS, facendosi beffe dell'Autorità per la Comunicazione e il Mercato, che un mese fa aveva raffreddato gli animi avocando a sé la decisione riguardo alla liceità della nuova gabella e al fatto che si stia costituendo o meno un "cartello" di aziende. Così come l'Authority, anche voi 20.000 che avete partecipato alla protesta (e che siete tutti loro clienti) siete stati ignorati.
Ecco un nuovo speciale di Clarence per sapere cosa sta succedendo, le vere ragioni della protesta, qualche dato e quali sono le nuove iniziative (e le vostre proposte) per contrastare un'ulteriore beffa al vostro portafoglio.
La SIAE cambia posizione riguardo agli SMS, anche in seguito alla protesta degli utenti della rete. Mauro Masi, Commissario straordinario della SIAE, intervistato da Clarence, ha dichiarato: "Il futuro della musica è la rete, ma una rete nella legalità. Detto questo, i pagamenti devono essere sufficientemente bassi da non bloccare lo sviluppo di Internet. I pirati proliferano perché i prezzi dei CD musicali sono troppo alti, e i diritti d'autore incidono solo per il 5% sul prezzo finale. La pirateria è direttamente connessa agli alti prezzi dei prodotti".
Enzo Mazza, Direttore Generale della F.I.M.I. (Federazione Industria Musicale Italiana) replica prontamente alle dichiarazioni rilasciate a Clarence dal commissario straordinario della S.I.A.E.Mauro Masi: "Per ogni cd venduto S.I.A.E. incassa esattamente il 9,009%, quasi il doppio di quanto affermato nell'intervista. Scaricare la colpa della pirateria solo sul costo del cd scatena gli applausi della platea, ma non aiuta a capire le dinamiche della proprietà intellettuale. Sarebbe come dire che non si possono condannare le truffe con il bancomat perchè i giovani devono avere accesso al denaro per le proprie spese"
Ce l'abbiamo fatta! Grazie sopratutto ai 20.000 partecipanti, per aver investito tempo e bolletta telefonica per sostenere questa civica protesta. E a tutti gli organi d'informazione che si sono appassionati e hanno seguito da vicino l'SMStrike.
Ecco le immagini, ma soprattutto la cronaca di una strana giornata e di una trionfale protesta: lo "start"; il sito di TIM che crolla per primo, seguito dalla SIAE; le telecamere di Rai e Tg5; i giornalisti che affollano la redazione; le pagine di Omnitel che diventano inaccessibili; Blu che cede e, infine, la caduta di Wind, l'ultimo baluardo; l'SMStrike che dichiara vittoria a soli 20 minuti dall'inizio, con un'ora e 40' di anticipo. Per la prima volta il popolo di Internet alza la voce e mostra tutto il proprio dissenso.
Una delle maggiori domande che i giornalisti ed operatori del settore si sono posti a seguito dell'SMStrike e del ventilato accordo di "interconnessione" tra gli operatori della telefonia mobile riguardava i numeri legati al servizio SMS. Ovvero: quanti messaggini vengono inviati da Internet? Quali sono i portali leader? Qual'è la fetta di mercato del servizio? Fino ad oggi ci si doveva fidare dei dati comunicati (alla meglio) dagli operatori stessi. Una provvidenziale ricerca di 1to1 Research (che Clarencepubblica in anteprima, e che potete visualizzare anche in formato PDF) finalmente contribuisce a fare chiarezza. I risultati sono strabilianti e, a modo loro, spiegano perché il ventilato accordo tra operatori (che per qualcuno - noi, ad esempio - odora di "cartello") ha creato scompiglio sulla rete.
Gli operatori telefonici italiani creano un "cartello" per bloccare l'invio gratuito degli SMS attraverso Internet, e costringere gli utenti a pagarli, uno per uno.
Napster è morto, i siti di e-commerce chiudono, e neanche i portali si sentono ormai tanto bene. È a questo punto, in genere, a cadavere ancora caldo, che iniziano a svolazzare gli avvoltoi. Nel caso di Internet, sono quelli che vi hanno sempre ignorato come utenti perchè non capivano la rete, o ne avevano paura. Ora che l'elefante, ai loro occhi, si è rivelato un topolino, hanno deciso che siete degli smidollati, scansafatiche, parassiti della società e mangiapane a tradimento. E che da oggi in poi pagherete, cash, tutto quello che, a loro dire, in passato avete rubato.
L'ultimo degli obiettivi dei professionisti nella raschiatura del barattolo sono gli SMS. In particolare quelli inviati da Internet, gratis. Non sia mai che possa esistere qualcosa di gratuito: gli analisti "esperti" di rete hanno in sostanza sentenziato che, in fondo, si può guadagnare anche da servizi che vengono forniti senza alcun costo. Basta iniziare a farli pagare. Mica sono lì e hanno studiato economia per niente, cribbio.
Il vero e ben più grave problema sta invece in un accordo di "interconnessione" sul servizio SMS tra gli operatori telefonici che dovrebbe partire il 1° giugno 2001 e che in questo momento è sottoposto all'approvazione dell'Authority.
Siccome siamo dei gran malfidenti (e immaginavamo che i diretti interessati avrebbero provato a negare in ogni modo qualsiasi minimo problema sui propri siti), durante l'SMStrike abbiamo documentato tutte le fasi della protesta e i momenti in cui i siti hanno cessato di dare segni di vita. Ad ulteriore conferma, il tutto è avvenuto sotto gli occhi delle telecamere di Rai e Tg5, oltre a numerosi giornalisti. Sono stati immortalati i precisi momenti in cui l'SMStrike ha fatto centro, oscurando momentaneamente Tim, Omnitel, Wind, Blu e Siae. Cliccando qui troverete i "ping" sui siti in questione, ovvero piccoli pacchetti di dati che vengono spediti e che dovrebbero tornare indietro. Quando non tornano significa che l'indirizzo non sta rispondendo.
È sempre un giorno strano quello in cui una società che fattura quanto il Belgio minaccia di denunciare per diffamazione te, che al massimo puoi permetterti di coprire due sedute di manicure di Megan Gale.
Quella di ieri a Clarence è stata una giornata paradossale: decine e decine di interviste, Omnitel che minaccia la denuncia, e un sacco di tempo speso, invece che a produrre contenuti degni di un comunicato stampa, a rispondere ai comunicati stampa. Nel frattempo la truppa degli entusiasti riguardo all'interconnessione esulta e coglie la palla al balzo soffiando sul polverone alzato dalla nostra iniziativa: l'"Internet Gratis" non solo deve finire, deve farlo ora, subito.
Andrea Piol (Punto.it)
«Non dobbiamo arrenderci, dobbiamo rispondere: mettiamoci assieme e difendiamo la libertà dei navigatori».
Michele Casucci (Lycos.it)
«Cerchiamo di monetizzare! Non condivido molto l'inziativa di Clarence. È l'occasione adatta per lanciare sms di valore aggiunto a pagamento».
Oriana Mariotti (CiaoWeb)
«Quanto sta succedendo ha una logica: ci si sta muovendo verso i servizi a pagamento».
Gianluca Dettori (Vitaminic)
«La S.I.A.E. svolge un ruolo importante. Non nascondo però che per Internet il suo ruolo andrebbe ripensato».
I PRIMI RISULTATI
Avviate le verifiche delle associazioni dei consumatori
È stata sufficente mezza giornata di protesta (leggi: martellamento) tramite email per smuovere le acque. Adiconsum e Codacons, due tra le più importanti associazioni di difesa dei diritti del consumatore, hanno già attivato indagini e annunciato esposti al Garante a proposito dell'affaire "cartello sms". La loro tesi, difficilmente contestabile, è che potrebbero venire a mancare i presupposti legali che rispettino le garanzie dei consumatori. Avanti così...
All'attenzione
dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato
dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni
e, p.c. agli operatori di telefonia mobile italiani
e alle Associazioni dei consumatori
Il tuo nome: (se vuoi)
Da utente di Internet che fa un uso intensivo dei messaggi SMS mi permetto di esprimere a codesta autorità garante il mio sconcerto per il progetto di interconnessione tra gli operatori di telefonia mobile italiani. Credo che tale progetto leda i miei diritti di utente e sia criticabile sotto vari aspetti: 1) È configurabile l'ipotesi che si stia creando un cartello di aziende che, in questo modo, decimerebbero la concorrenza degli operatori stranieri (di un servizio come il GSM, nato come progetto europeo) e potrebbero agire e definire i prezzi in regime di monopolio; 2) Gli effetti dell'"interconnessione" implicherebbero un notevole aumento dei costi per i siti internet che, pur sostenendo le spese, forniscono all'utente l'invio dei messaggi in maniera gratuita; nel frattempo gli operatori stessi non avrebbero i medesimi problemi nel gestire lo stesso tipo di servizio sul proprio portale, il che non va certo a garanzia della concorrenza; 3) La possibilità di ricevere un messaggio è da considerarsi un servizio tanto quanto quella di inviarlo. Nel sottoscrivere l'abbonamento con il mio gestore avevo ritenuto che non vi fossero limitazioni. Credo che, se il progetto di interconnessione diventerà realtà, codesta autorità debba agire sugli operatori di telefonia mobile perché specifichino, all'interno dei propri messaggi pubblicitari, che la ricezione di SMS è limitata all'invio da un ristretto numero di operatori e siti; 4) La quasi totalità degli operatori di telefonia mobile prevede all'interno delle proprie tariffe varie offerte speciali basate sui messaggi SMS; l'interconnessione priverà i concorrenti della possibilità di utilizzare allo stesso modo gli SMS (acquistandoli da altre aziende europee) come servizio strategico e porrà gli stessi l'obbligo di accettare la fornitura e i prezzi degli operatori italiani che hanno sottoscritto l'accordo. Fiducioso che codesta autorità tutelerà i miei interessi di utente e quelli delle aziende che auspicano un regime di concorrenza libero, porgo distinti saluti.
Il tuo commento: (se vuoi)
I LOGHI DELLA PROTESTA
Vuoi aderire alla protesta, firmare e far firmare dai tuoi utenti l'esposto al Garante per il mercato e la concorrenza contro il progetto di "interconnessione" delle compagnie telefoniche? Copia & incolla uno di questi loghi sul tuo sito, e linkalo a questa pagina. Riporteremo qui e aggiungeremo come firmatari dell'esposto tutti gli utenti e i siti che aderiranno.
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Copia & incolla il logo n°1 sul tuo sito:
Copia & incolla il logo n°3 sul tuo sito:
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Copia & incolla il logo n°4 sul tuo sito:
LA GABELLA DELLA S.I.A.E.
Il primo attacco agli SMS gratuiti via Internet è arrivato dalla S.I.A.E., un elefantiaco e medioevale ente pubblico preposto alla tutela del diritto d'autore, che è stato in grado di bruciare in un solo anno (1999) 54 miliardi di soldi dei contribuenti, e che per questo motivo (dal testo di legge: "gravissimo dissesto finanziario dell’ente") è stato cossmissariato. Per intenderci, della S.I.A.E. fanno parte quei simpatici funzionari che si presentano per richiedere la gabella alle feste degli oratori, o addirittura alle manifestazioni organizzate dalle associazioni dei donatori di organi per autofinanziarsi, in cui suona un complessino amatoriale. Basta che girino soldi, e non importa neanche se vanno in beneficienza. Figuriamoci, quindi, se la S.I.A.E. si lasciava scappare la ghiotta occasione offerta dalle suonerie dei cellulari diffuse via Internet, per le quali ha richiesto che i fornitori del servizio versino un importo minimo di 194 lire per messaggio.
Insomma, un portale che voglia offrire ai propri visitatori il servizio di suonerie dovrà pagare al proprio fornitore dalle 40 alle 70 lire per ogni messaggio inviato, più 194 lire alla S.I.A.E. (234 lire nel migliore dei casi: si paga meno a mandare un messaggio a mano dal telefonino).
I portali risolveranno con semplicità la questione: elimineranno tutte le suonerie "d'autore" e introdurranno solo melodie "royalty free".
Mentre vi preparate e fare preparare i vostri amici per l'SMStrike del 3 maggio (a partire dalle ore 15), ecco un semplice testo che spiega cos'è un NetStrike, come si attua, cosa si usa, quando si capisce che è riuscito. A partire dalla serata del 2 maggio su questa pagina saranno disponibili le istruzioni e tutti gli accorgimenti che dovranno essere adottati perché l'SMStrike riesca. La tua partecipazione e quella delle persone che riuscirai a coinvolgere (più sono, meglio è) è fondamentale perché la protesta abbia un senso e riesca. L'obiettivo non è assolutamente quello di creare danni, quanto dimostrare - in modo assolutamente legale - che la forza delle idee del popolo di Internet non è da sottovalutare.