|
Un intreccio morboso di fantasie e di rapporti erotici che ruotano attorno al piacere sessuale suscitato dagli incidenti stradali.
|
Vi illudete che sia una innocente curiosità il fermarsi a guardare le conseguenze di un incidente stradale? Vi sbagliate: può essere una perversione. Ne ha analizzato tutte le implicazioni con morbosa partecipazione e straordinaria abilità letteraria James G. Ballard (scrittore singolare e apocalittico, noto soprattutto per i suoi romanzi di fantascienza) nel suo capolavoro, "Crash", scritto 25 anni fa, quando le macchine ancora abbondavano di attraenti spigoli cromati che si trasformavano in caso di impatto in lame letali. Se nel frattempo qualcosa è cambiato in termini di sicurezza, poco è mutato nel rapporto feticistico che lega l'uomo all'automobile. Così il regista David Cronenberg si è dovuto limitare a qualche secondaria modifica nell'adattare il romanzo per lo schermo. Anzi, i cambiamenti di costume e le mode degli ultimi anni gli hanno fornito nuovi elementi per attualizzarlo: come le pratiche di sesso estremo e di rimodellazione del corpo umano attraverso la tecnologia. Immutato resta il tema centrale: quella erotizzazione delle macchine che fa da contraltare all'esaurimento della passione e dell'amore nei rapporti umani. Cronenberg racconta questo fatale groviglio di carni e di lamiere con uno stile tenebroso e livido, in tono con gli ematomi e le inquietanti ferite, esterne e soprattutto interiori, dei protagonisti.
|