|
Una raffinata trasposizione in chiave ottocentesca de "La dodicesima notte" di William Shakespeare

|
Raramente i veri appassionati di cinema lo sono anche di teatro, e viceversa. Forse perché quella sospensione dell'incredulità che ci consente di abbandonarci al piacere della finzione si basa, sullo schermo e sulla scena, su leggi diverse. Il cinema infatti, anche quello fantastico, ha delle esigenze realistiche, mentre il teatro si fonda su convenzioni molto più astratte: basta qualche ruga per far accettare che un giovane faccia la parte di un vecchio, basta un fondale dipinto per rendere credibile una ambientazione esotica. Il cinema invece è più esigente: così in questo film tratto da un capolavoro shakespeariano basato sul meccanismo classico del travestimento, fa uno strano effetto che la protagonista venga creduta da tutti un uomo solo perché esibisce un paio di precari baffetti posticci. Il cinema ci ha abituato infatti a simulazioni ben più sofisticate degli artigianali artifici del palcoscenico. Ma gli spettatori volenterosi, disposti ad abdicare alla verosimilgianza, potranno godere di una messa in scena impeccabile, frutto dell'esperienza di un grande regista teatrale e di uno stuolo di ottimi attori. I più volenterosi ancora potranno prelevare il testo originale della commedia a questo indirizzo.
|