|
Una tranquilla poliziotta incinta viene a capo dei delitti di una coppia di balordi che, nell'inscenare uno sgangherato rapimento, finiscono per lasciarsi dietro sei cadaveri.

|
Trattandosi di un film dei fratelli Coen, non stupisce di trovarsi di fronte a un opera grottesca, violenta, con dei tratti da grand guignol. Ed ecco infatti (come in "Blood Simple") le meschinità, i cupi rancori, gli efferati delitti che sconvolgono la tranquillità di un piccolo centro. Ecco il ritratto, insieme realistico e caricaturale, di un travet senza qualità, di un riccastro senza cuore, di un balordo senza fortuna, di un killer senza scrupoli. Ciò che sorprende è l'altro aspetto: l'apologia, ironica ma affettuosa, della normalità, della vita semplice, dell'amicizia e degli affetti familiari. Di qui il personaggio, davvero originale e meritatamente premiato da un Oscar, della protagonista: una poliziotta incinta, tollerante coi subalterni, premurosa col marito, sorridente con tutti, che viene a capo senza troppo scomporsi di una lunga catena di orrori. I fratelli Cohen hanno voluto e saputo contrapporre con molta efficacia e sottigliezza i due volti, quello cordiale e quello mostruoso, della provincia. Originari del Minnesota, lì hanno trovato l'ambientazione ideale della vicenda, ispirata peraltro a un fatto realmente accaduto in quella zona una decina d'anni fa. Il freddo polare e la neve onnipresente congelano tutto in una dimensione quasi surreale, dove la follia dei comportamenti umani è resa ancora più assurda e inspiegabile dal contrasto con l'ineffabile e muta sapienza della natura.
|