SOSPESI NEL TEMPO (THE FRIGHTENERS) di Peter Jackson, con Michael J.Fox, Trini Alvarado, Peter Dobson, John Astin, Jeffrey Combs. Nuova Zelanda, 1996. Distr.: UIP

Uno scacciafantasmi un po' sgarrupato si trova a combattere contro lo spirito di un diabolico serial killer.

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Ha davvero un inquietante e beffardo senso dell'immaginario questo regista neozelandese, ospite a più riprese del nostro Festival di Venezia. Nel '94 si segnalò con "Creature del cielo", storia dell'amicizia fra due adolescenti inclini a torbide fantasticherie, e lo scorso anno con "Forgotten Silver", ingannevole documentario su un pioniere del cinema mai esistito. E a Venezia ha presentato in anteprima anche "Sospesi nel tempo", originale mescolanza di umorismo e orrore. Sono due ingredienti che non è facile mescolare senza che si annullino a vicenda; e invece Peter Jackson si rivela ottimo alchimista: si ride con i brividi e si trema con il sorriso. Contribuiscono alla riuscita del film gli effetti speciali, curati da Wes Takahashi, il mago di "Roger Rabbit" e "Mask". Ma se i più di quattrocento interventi al computer riescono a rendere naturale anche il soprannaturale, ogni tanto i prodigi della tecnologia prendono un po' la mano al regista, che ne abusa per sopperire a qualche confusione e incongruenza della storia. Decisamente meglio quando li adopera per infondre turbamento anziché semplicemente per provocare stupore e meraviglia.


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