INDEPENDENCE DAY di Roland Emmerich, con Will Smith, Bill Pullman, Jeff Goldblum, Mary McDonnell. Usa, 1996. Distr.: 20th C. Fox

Alieni ostili minacciano di annientare e invadere la Terra. Ma il 4 di luglio arriva per gli umani il giorno della riscossa.

Di solito, i film di fantascienza si dilungano nei preliminari: un tizio fa un incontro ravvicinato e nessuno gli crede fino al secondo tempo. Fatica sprecata, visto che lo spettatore entra al cinema già disposto a credere all'incredibile. Tutto sta a saper sviluppare in maniera verosimile un'ipotesi inverosimile. Roland Emmerich (che si era già messo in luce due anni fa col divertente "Stargate") lo sa e va per le spicce; gli alieni arrivano a inizio film e il resto è la conseguenza di questa ipotesi: cosa accadrebbe se ci attaccassero? La formula è semplice ma efficace: unire il pessimismo del cinema catastrofico anni Settanta all'ottimismo battagliero dei film di guerra degli anni Quaranta. Lo spettatore vive così una doppia emozione: prima assapora il brivido dell'apocalisse, poi l'ebrezza della rivalsa. Il tutto all'insegna di un patriottismo vecchia maniera, con l'esaltazione del coraggio, della famiglia, dello spirito di gruppo. Fra esplosioni e fanfare, Emmerich racconta tutto col massimo dell'efficacia e il minimo dell'originalità. E' una specie di B movie in versione extra-lusso, una colorata antologia del già visto, un piacevole ripasso di una lezione di americanismo già mandata a memoria. C'è tutto il repertorio tradizionale, compreso il riscatto morale della ballerina e dell'ubriacone. Unica concessione al nuovo, gli effetti digitali e gli ammiccamenti ai videogame: tutta una sequenza è rubata in pieno al primo livello di "Rebel Assault".


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