JERRY MAGUIRE di Cameron Crowe, con Tom Cruise, Cuba Gooding Jr., Renée Zellweger, Kelly Preston. USA, 1996. Distr.: Columbia

Un procuratore sportivo in declino si trova costretto a puntare tutto sull'unico cliente superstite ed ottengono insieme la loro rivalsa.

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Il rapporto fra un attore ed il suo agente è ricco di potenzialità drammatiche, dato che il successo dell'uno può diventare inversamente proporzionale a quello dell'altro: di qui l'immancabile vicenda, più volte portata sullo schermo, dell'attorucolo che, una volta conquistata la fama, si disfa cinicamente del suo pigmalione. Pur essendo un film tutt'altro che eccelso, "Jerry Maguire" ha il pregio di una duplice originalità: la prima è di mostrare un connubio un po' meno visto di quello attore-agente, e cioè quello fra un atleta e il suo procuratore sportivo; l'altra è di rovesciare il cliché del loro rapporto. In questo caso, infatti, non c'è un divo in ascesa che si libera del suo agente in declino, ma al contrario un astro appena appena nascente che si attacca ad un procuratore in difficoltà, sicuro che quello farà di tutto per giocarsi al meglio la sua ultima chance e portare entrambi al successo. Dunque, una variante in chiave positiva e buonista, che sembrava fatta apposta per valorizzare il dinamismo e lo spirito volitivo di cui è incarnazione Tom Cruise. Invece, un po' a sorpresa, è stato il comprimario Cuba Gooding Jr. a scavalcarlo e a conquistarsi l'Oscar: così il luogo comune evitato nella finzione ha avuto in qualche modo la sua parziale rivincita nella realtà.


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