PROVE APPARENTI (Night Falls on Manhattan) di Sidney Lumet, con Andy Garcia, Richard Dreyfuss, Lena Olin, Ron Leibman, Shiek Mahmud-Bey. USA, 1996. Distr.: Medusa

Un Procuratore Distrettuale di fresca nomina indaga su un crimine di cui è vittima il padre poliziotto e scopre verità che avrebbe preferito ignorare.

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Capita di essere ingiusti verso i film dal finale deludente: l'impressione positiva o negativa che riceviamo da quell'ultima parte ci accompagna infatti all'uscita dalla sala e ci condiziona sull'impressione generale. Si rischia inoltre di essere ingiusti verso un regista quando il suo ultimo film va al di sotto delle nostre aspettative, dimenticando il resto della sua carriera. Per amore di onestà va detto dunque che questo non è tra i migliori film del grande Sidney Lumet e che tutta la parte finale è sciupata da un eccesso di moralismo e da una storia d'amore forzata e superflua. Ma va anche detto che il film possiede molti meriti, non ultimo quello di insistere con appassionato accanimento sul tema della giustizia, che Lumet aveva già affrontato ripetutamente in opere più memorabili: da "La parola ai giurati" a "Il verdetto". Anche in questo caso, il vecchio regista ribadisce il suo tenace ottimismo sulla vittoria dell'onestà sul cinismo, ma lo fa con toni sfumati, consapevole della difficile convivenza fra ideali e compromessi. La morale, poco trionfale ma realistica, somiglia molto al motto preferito del mio maestro Leo Benvenuti: "La vita è l'eterna lotta fra il bene e il male, nella quale vince il medio".


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