La prestigiosa rivista scientifica"Nature" (un po' meno prestigiosa da quando il suo ex direttore la descrisse come un "ente" fin troppo legato ad alcuni interessi commerciali) edita un numero speciale farcito di pre-pubblicazioni e di articoli (non sempre recenti) correlati alle armi biologiche e in particolare all'antrace, incarnazione mediatica attuale della psicosi bioterroristica invariante per roto-traslazione terrestre.
Poiché si parla di antrace, parliamone anche noi: uno di più, uno di meno non cambierà sostanzialmente lo stato di confusione generale. Da quando Harris, Chomsky e altri generatori pseudo-casuali di frasi senza senso hanno formalizzato i processi comunicativi, si sa che più si immagazzinano informazioni meno si capisce quanto succede poiché il rapporto tra la quantità di dati con il rumore da loro generato è vicino a 0. E' la cosiddetta overdose informativa.
Introduciamo comunque alcuni elementi per non morire spudoratamente ignoranti. ll principale agente causale della morte indotta dall'antrace - poeticamente denominato il Bacillium anthracis - secerna una tossina costituita da tre proteine: l'antigene protettivo (PA), il fattore edema (OF) e il fattore letale (LF). Il PA si lega sui ricettori della superficie della membrana della cellula ospite. Dopo che una proteasi abbia scisso il PA questo si lega ai due enzimi tossici, l'OF e il LA, e media il loro trasporto nel citosolo dove esprimono i loro effetti patogeni: morte, malattia o, nel peggior dei casi, calvizia pubica.
A questo punto, siamo pronti a tuffarci nel mare informativo localizzato in "Nature" (vedi link). Possiamo adesso estasiarci con la "struttura cristallina del fattore letale dell'antrace", sbalordirci con l'"identificazione del ricettore cellulare per la tossina dell'antrace", dilettarci con l'"identificazione dell'inibitore polivalente della tossina dell'antrace", filosofare ciclicamente sui "bachi della guerra" e tossicchiare dopo avere assorbito le "lezioni della bio-guerra in Iraq".
In conclusione conclusiva: dopo non averci capito niente, quel che ci resta è la soddisfazione di aver contribuito all'aumento dell'entropia dell'universo accelerandone così la fine.
Scegliere tra le pietose approssimazioni infinitamente ricorsive che si possono leggere nei quotidiani italici o meno e le protuberanze - non sempre benigne - partorite dalle riviste specialistiche che tentano in vano di venderci commenti superflui, ci resta solo da aspettare che arrivino le vacanze estive senza beccarci nel frattempo la consueta bronchite invernale.