La regressione alla media (RAM) è una legge statistica empirica che asserisce che quando un dato dipende da fattori molteplici, questo regredisce alla media.
Tutto cominciò nel 1886 quando Francis Galton esaminò l'altezza dei bambini in funzione della statura media dei loro genitori. Osservò che i bambini di genitori alti erano meno alti dei propri genitori anche se rimanevano più alti della media, e inversamente per i bambini di genitori bassi. Purtroppo non studiò né l'affascinante popolazione dei carlini né la dimensione del pene delle mosche tsé tsé. Esiste quindi una buona correlazione tra la statura dei genitori e quella dei bambini, ma poiché la statura dipende da fattori molteplici - come i geni dei genitori, l'assemblaggio di questi geni, il numero di ore in cui si assorbono le stronzate vomitate dalla tivvù, l'alimentazione, le malattie infantili, il numero di residui di stupefacenti che otturano i capillari dell'encefalo già liofilizzato di una percentuale non trascurabile della popolazione, il codice fiscale, l'igiene di vita, gli eventuali incidenti, il numero atomico dell'uranio, ecc. - la regressione alla media entra allora in gioco. La genetica spiega quindi perché assomigliate ai vostri genitori ma è lecito notare che se non gli somigliate, la RAM vi tranquillizza risparmiandovi parossismi edipici e potenziali omicidi. Un obolo per la RAM. Grazie.
Gli allenatori di calcio che hanno cattivi risultati vengono licenziati e inviati nei reparti di geriatria a mungere le tette delle infermiere baffute e sottopagate, ma spesso, quando si presenta a loro una seconda chance in un altro club, essi riscontrano risultati migliori. Ciò è ancora dovuto alla RAM.
Ruggiero Raimondi... scusate, Renato Ruggiero guidava la Farnesina da euro-entusiasta convinto. Ma poiché per molti politici italici - il cui hobby favorito consiste nell'accrescere drasticamente il tasso di ignoranza bovina già di per sè a livelli olimpionici - l'Europa è sinonimo di potenziale seggiolino eiettabile o di gulag alle ore di punta, d'ora in poi sarà soprattutto Berluska a farci fare le consuete brutte figure all'estero per almeno sei mesi e ciò fino ad esaurimento scorte. Tutta colpa della RAM e del disegno divino.
Per restare nel campo celeste, il fratello cappuccino detto Padre Pio - chiamato così per carenza di vocabolario - viene santificato grazie a due miracoli. Il primo miracolo consiste nel fatto che si tratta di un fenomeno sociale capace di attirare milioni di fedeli - quindi milioni di Euro; il secondo - causa del primo o vice versa reciprocamente - risiede nel fatto che il suddetto fenomeno sociale incarna spudoratamente una faccia del politeismo viscerale del cristianesimo. Comunque, Padre Pio e i suoi seguaci dovevano essere degli umoristi di spicco. In effetti, riferendomi allo studio condotto dello psicologo razionalista Armando De Vincentiis, dopo una serie di indagini, nel 1923 il Sant'uffizio esternò una dichiarazione nella quale si sosteneva la non sovrannaturalità dei segni attribuiti al cappuccino - le ipotetiche "stigmate" per intenderci - ed esortava i fedeli a ingerire più dosi di sali di litio quindi a ridimensionare il loro entusiasmo. Tale comunicato non ebbe l'effetto sperato e suscitò addirittura numerose critiche da parte dei devoti più fervidi tanto che, nel 1933, Papa Pio XI ordinò un decreto con il quale si eliminarono le restrizioni imposte a Padre Pio in precedenza. Perché sputare nell'acquasantiera quando il suo contenuto si trasmuta in champagne? Comunque, allora, i medici cattolici Luigi Romanelli e Giorgio Festa considerarono i segni diPadre Pio come un fenomeno inspiegabile sotto l'aspetto scientifico, mentre il medico e teologo Agostino Gemelli li definì di natura isterica. Dalla parte dei laici si espresse il patologo Giorgio Bignami, che definì le stigmate del frate una necrosi dell'epidermide di origine nevrotica dovuta a suggestione e mantenuta aperta, probabilmente, dall'utilizzo di iodio. Oggi, a quarant'anni dalla sua morte, anche se non siamo più in grado di effettuare un'indagine scientifica sulla persona di Padre Pio, si possono comunque esprimere congetture sulla base delle attuali conoscenze scientifiche. Le sue visioni, le sue stigmate e le sue estasi possono trovare una naturale via di spiegazione in termini prettamente psicopatologici. Il Rasoio di Ockham ci mostra la via. Il semaforo ci dice di passare o meno a uno stop. Dopo novembre viene dicembre. Per esempio, di recente, uno psichiatra dell'Università la Sapienza di Roma, Luigi Cancrini, sulla base di un'attenta analisi della biografia di Padre Pio, ha effettuato una lettura psichiatrica su quest'ultimo in cui conclude che il frate cappuccino soffriva, secondo il DSM IV (edizione aggiornata del Manuale Internazionale dei Disturbi Mentali), di un "disturbo istrionico di personalità associato al disturbo di trance dissociativa, mentre le sue stigmate sono particolari sintomi di conversione somatica". Ho spento il gas prima di uscire di casa questa mattina? Ma Padre Pio viene comunque beatificato e poi santificato da Papa Giovanni Paolo II - suo devoto a quanto pare - probabilmente ben consigliato dagli specialisti del marketing vaticano. Se Padre Pio non fosse un fenomeno sociale, oggi sarebbe probabilmente ricoverato in un manicomio. O sarebbe marinaio. Che Iddio sia lodato e che la RAM sia con noi!
Il fenomeno della RAM è quindi universale. Si può prevedere una regressione ma non si può spiegarne il perché. Questa mancanza di nesso causale genera paradossalmente quello che gli psichiatri chiamano "manifestazioni sporadiche di razionalismo morboso" - il che non centra con il razionalismo tout court malgrado una chiara omonimia non casuale. Infatti, quando siamo di fronte a una serie di dati privi di schemi logici, il nostro cervello crea schemi causali, bozze di razionalità ad hoc... ma pieni di bachi. Questi schemi logicamente inconsistenti generano illusioni logiche e cognitive che costituiscono la nicchia ideale per l'insediamento del pensiero magico le cui caratteristiche risiedono nel condurci a buttare i soldi dalle finestre spalancate con la massima allegria, a ingrassare i truffatori già sull'orlo del collasso ipercalorico, a credere nel primo beato - o auto-beatificato - che si presenta senza nemmeno bussare alla porta del cesso e a annaffiare con il cannone ad acqua l'orto lussurioso delle superstizioni. La superstizione è l'arte di mettersi in regola con le coincidenze.
Pensando alle madonne che piangono il sangue del custode della parrocchia, ai cloni delle Marchi & do Naisimento, agli strateghi dell'Enalotto che di calcolo delle probabilità ne sanno quanto Cappuccetto Rosso (e che farebbero quindi meglio ad andare a zappare), ai santoni beatificati o meno, ai politici del mondo parallelo dei puffi psichedelici, mi accorgo che Harry Potter qui non centra affatto. A meno che non si tratti del frutto di una RAM.