Dal 1992, gli indagati di Mani Pulite-Tangentopoli-Paperopoli sono stati più di 5000 e circa 3200 persone sono state rinviate a giudizio. I tribunali ne hanno assolto nel merito soltanto il 14% circa, a fronte di una media nazionale che si aggira intorno al 21%, il che è più che sorprendente dal punto di vista epidemiologico ma del tutto naturale dal punto di vista della seconda legge della termodinamica. Comunque, oltre alle assoluzioni nel merito - come si suol dire - vi è circa un 30% di prescrizioni e siccome un numero non trascurabile di sentenzenon sono ancora definitive, le suddette prescrizioni sono destinate a raggiungere circa il 60%. Qui non si tratta più di una semplice conseguenza di fenomeni termodinamici ma di vere e proprie fluttuazioni del vuoto quantistico: in effetti, gli astrofisici tentano di individuare indirettamente buchi neri e altri maeltroem inghiotti-tutto nello spazio intersiderale delle fate birichine col vibratore incorporato, inconsapevoli che "Gola Profonda" non è nei cieli ma in Terra.
In effetti, ogni anno circolavano - utilizzare il presente non costituirebbe comunque una violazione del principio di causalità di Hawking-Penrose-Colombo - tangenti per migliaia di miliardi di Lire o di Euro, tanto, a questo punto, non è che faccia molta differenza. Queste tangenti erano formalmente pagate dalle imprese, ma di fatto, le pagava l'ente pubblico al quale apparteneva il funzionario portaborse in pelle di coglioni umani. Ciò spiega perché in Italia siano state iniziate un numero elevato di opere che poi non sono mai state completate - e non lo saranno mai per il bene del Ministero dei Beni Culturali, Architettonici, Urbani, Extra-urbani e Intra-uterini che ha urgentemente bisogno di incentivare il turismo legato alle rovine - facendo uscire dalle casse dello Stato - quindi, per chi non l'avesse ancora capito, dalle nostre tasche - somme impressionanti per noi comuni mortali e elettori incompetenti. Diventa quindi ovvio il fatto che la spesa pubblica sia stata indirizzata periodicamente, proprio in ragione della corruzione, in quello che viene chiamato "aggiornamento finanziario".
Questo è quanto succede a media e a grande scala, ma strutturalmente ciò riguarda anche le scale inferiori: basta usare un coefficiente di omotetia compreso tra 0 e 1 esclusi. Infatti, ogni giorno vengono corrotticolleghi, amici, vigili, distributori di bevande non alcoliche di origine incerta, portinaie o che so altro ancora, per un posto macchina, per ottenere un aumento, per bruciare una multa, per chiudere un occhio quando si torna a casa alle 3 con tre troie rumene minorenni o per ottenere il caffè espressamente pagato al Bar della Stazione milanese di Garibaldi in modo da poterlo bere prima dell'alba del giorno successivo.
La corruzione rappresenta quindi un modo per vincere al lotto nella giungla quotidiana o, meno prosaicamente, per livellare le infatuazioni ormonali e, per alcuni, per prepararsi al pensionamento il cui reddito servirà solamente a pagare le bollette e sporadicamente un viaggio organizzato nella prostituzione stradale a basso costo ma a rendimento elevato.
Quindi, quando si parla di corruzione si intende in realtà solo il frutto di una mutazione semantica - alla nostra scala cognitiva, il termine "semantica" può assumere un senso non irrisorio - e procedurale: si tratta del semplice uso razionale delle valutazioni della speranza matematica intrinseca ad ogni atto locale immerso in un gioco globale. Insomma, niente di condannabile. Infatti, l'Italia è un immenso gioco di ruolo costituito da una gerarchia poliedrica di nodi e di reti interconnessi - cha vanno dal semplice perverso polimorfo che si masturba ciclicamente guardando Vespa a "Portaborsa alla Porta" o Santoro a "Cuccia", agli strati tentacolari e auto-sufficienti dell'amministrazione che di pubblico ha solo il nome - in cui l'esistenza di più fenomeni emergenti quasi-imprevedibili rende necessario l'uso massiccio di valutazioni probabilistiche del rischio, delle perdite e dei guadagni. Questo stato di fatto scaturisce quando vi sono più strategie conflittuali in competizione: una valutazione scorretta - con il suo corteo di dissonanze cognitive - implica talvolta l'attuazione di decisioni contrarie al proprio bene - quindi alla sopravvivenza di ogni singola rete e nodo. La corruzione è semplicemente una delle tante buone valutazioni possibili. Quindi non solo la corruzione è necessaria, ma è anche vitale, checché ne possano dire i nemici del Bene anestetizzati da concetti moralistici anti-naturali.
Mi spiego. Se per un unico postodi lavoro di analista-programmatore in un'impresa di sistemi di sicurezza per i cessi pubblici, il direttore del personale viene messo di fronte a 30 candidature che soddisfano identicamente tutti i requisiti, come potrà mai scegliere il futuro dipendente dal momento in cui razionalmente, per l'appunto, non è più in grado di farlo? Vi sono più possibilità: a) associa ad ogni candidato un numero scritto su un pezzo di carta che viene estratto casualmente da un cappello; b) chiede il tema astrale di ogni candidato e sceglie quello in cui le configurazioni sono incompatibili con quelle della segretaria di direzione, sua amante; c) sottomette ogni candidato a un test grafologico e sceglie quello che scrive le i come delle j; d)sceglie la bustarella più pesante.
Come mostrato in modo inconfutabile nella precedente situazione, la corruzione - quindi il caso d) - è uno dei nomignoli del caso condizionato - o meno. Meglio, è la scelta della speranza matematica più elevata ottenuta con gli sforzi minimali all'interno della rete di regole del gioco "come scegliere tra 30 pirla candidati-cloni".
Per intenderci sui termini, consideriamo il seguente esempio: il vostro amico fancazzista Igor vi propone un gioco in cui scommettete 10 Euro, poi lanciate un dado; se esce il 6, vi da 30 Euro (i 10 Euro di tasca vostra più 20 Euro di tasca sua); sennò non vi da niente e intasca i vostri 10 Euro. Il vostro interesse è di giocare? Certamente no, perché mediamente, su 10 partite, vincerete 30 Euro e ne spenderete 60, il che corrisponde a 5 Euro perduti in media per ogni partita. Si dice allora che la vostra speranza matematica S ad ogni partita è di -5 Euro e che Igor è da impiccare in piazza pubblica dopo averlo sottoposto ad una serie di clisteri all'acido muriatico. Questa S è uguale alla somma delle vincite (e delle perdite), ognuna moltiplicata dalla probabilità della vincita (o della perdita) quindi, nel suddetto gioco, la S è uguale a (20 Euro) x 1/6 + (-10 Euro) x 5/6 = - 5 Euro. Quando è negativa, non dovete giocare perché Igor vi tromberà quindi mediamente perderete il valore della S. Se invece Igor - fancazzista i giorni dispari e ladruncolo i giorni pari - vi proponesse 80 Euro in più della vostra scommessa, invece di 20 Euro, per l'uscita di un 6, la vostra S sarebbe (80 Euro - 50 Euro)/6, quindi 5 Euro per ogni partita e diventerebbe allora interessante giocare. Se vi proponesse 50 Euro invece di 20, la vostra S ad ogni partita sarebbe nulla: in questo caso si dice che ilgioco è equo - soprattutto perché l'imbecillità viene allora condivisa in modo egualitario.
La nozione di S - che potremmo anche chiamare vincita media sperata o corruzione lorda - è perfettamente chiara e ciò ci conduce ad enunciare le tre leggi razionali e naturali di base del giocatore illuminato:
Legge 1: quando vi propongono un gioco, se la S è positiva, giocate; se è negativa, rifiutate; se è nulla fate che cazzo vi pare; Legge 2: se riuscite a sputare a più di 6 metri, dovreste pensare a iscrivervi al club padano degli jodler proto-celtici; Legge 3: tra due giochi, se siete costretti a scegliere, scegliete quello per cui la S è la più elevata.
Limpido come l'acqua del bidè.
Purtroppo, è raramente facile calcolare la S per un dato gioco G, ma una cosa è certa: quando un casinò vi propone un gioco, ciò significa che la vostra S è negativa. Per esempio, alla roulette (non distingueremo per comodità tra la francese, l'americana, la messicana, la russa e l'amatriciana), scommettendo 100 Euro su un numero, vincerete 3600 Euro (la vostrapuntatapiù35 volte la vostra puntata pagata dal banchiere) una volta su 37 - poiché i numeri vanno da 0 a 36 - quindi mediamente spenderete 3700 Euro per vincerne 3600: la vostra S è dunque -100/37 = -2,70 Euro. In altri termini, ogni volta che giocate 100 Euro alla roulette, ne perdete 2,70 (non è molto caro, quindi potete rovinarvi pian piano, lo dico al branco di molluschi blennoragici assuefatti dai brividi del suicidio ludico-prostatico).
Per evitare di annegare in situazioni inconfortevoli è quindi necessario valutare S in modo razionale, i.e., come già detto, è necessario introdurre la corruzione: ciò significa semplicemente rendere positiva la vostra S. Naturale.
Ma non finisce qui. Vi sono addirittura più situazioni in cui la roulette - benché sembri proporre sempre una S negativa - costituisca una forma di minimizzazione delle perdite, di gran lunga superiore alla docile sottomissione alle regole tradizionali degli usi e costumi, quindi del mercato.
Per esempio, se supponiamo che l'inflazione annua è superiore al 1/37 quindi al 2,7 %, e che non esista alcun modo sicuro di ottenere una speranza media di guadagno che protegga i vostri soldi dall'inflazione, i casinò costituiscono il metodo meno peggiore per proteggere le vostre economie. In effetti, è meglio ogni anno scommettere i soldi risparmiati nell'arco dei 12 mesi dell'anno precedente, che affidarli a una banca, perché giocando al casinò perderete in media solo il 1/37 dei vostri soldi, quale che sia il periodo di risparmio, quando invece con la banca, più lo lasciate più perderete denaro. Immaginiamo che l'inflazione annua sia del 10% e che la vostra banca vi dia il 5% di interessi sui soldi che gli affidate (il che non compensa l'inflazione, ovviamente). 10 anni di fila, il 1° gennaio, ancora ubriachi, depositate 1000 Euro in banca in modo da poter comprare una casa che trasformerete in bordello di lusso. Allora il 31 dicembre del decimo anno ritirate dalla banca1000 Euro x (1,05 + 1,05^2 + ... + 1,05^10) cioè 13207 Euro il cui potere di acquisto (riportato all'anno di partenza) è uguale a 13207 Euro/(1,10)^10 cioè 5092 Euro. Ma giocando ogni anno il 1° gennaio il vostri 1000 Euro alla roulette e proteggendo i vostri guadagni appena vinti dall'inflazione comprando immediatamente la casa dei vostri sogni (ma soprattutto di quelli dei vostri futuri clienti), dopo 10 anni, la vostra S di potere di acquisto (sempre ricalcolato per l'anno di partenza) è uguale a 36000 Euro x 1/37 x (1/1,1 + 1/((1,1)^2) + ... + 1/((1,1)^9) cioè 6576 Euro, il che è meglio di quanto ottenuto prima.
Un individuo può quindi scegliere tra l'essere trombato dalla banca o il trombare il fisco: qui la roulette consiste in una metafora della corruzione - concetto più che soggettivo, come già precisato, poiché strettamente collegato alla percezione del contenuto semantico del vocabolario di uso comune che genera atteggiamenti che alcuni si permettono di etichettare come leciti o meno. Kahneman e Tversky hanno condotto molti esperimenti psicologici nel campo delle strategie "razionali" indotte da interferenze di natura semantico-cognitiva - non avevano altro da fare. Una di queste è la seguente: (a) avete comprato un biglietto di teatro a 100 Euro già da una settimana. Arrivando al teatro vi accorgete di aver perso il vostro biglietto. Restano posti disponibili a 100 Euro. Comprerete un nuovo biglietto?
Più della metà delle personenon compreranno un nuovo biglietto. Stessa storia ma descritta in modo diverso: (b) arrivate in teatro senza aver comprato un biglietto. Al momento di fare la fila allo sportello vi accorgete di aver perso una banconota di 100 Euro che era nel vostro portafoglio questa mattina. Ma resta ancora abbastanza per comprare un biglietto. Comprerete un biglietto?
Solo 12% delle persone rinunceranno a comprare un biglietto benché (a) e (b) siano finanziariamente equivalenti.
E' proprio quanto successo con le "presunte vere-false"tessere di FI, in cui "vere" e "false" sono "finanziariamente e semanticamente equivalenti". Infatti, come dice il Cavoliere (che in materia di umorismo ne sa più del diavolo) "non sono false, ma qualcuno non sapeva di averle".
In fondo, viviamo nel migliore dei mondi possibili. Senza via di uscita.
"L'umorismo è un coltello senza manico a cui manca la lama" LichtenbergDiogene Van Botul