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 PAURE MILLENARIE a cura di: Tesionline 
PAURE MILLENARIEIn Germania, nel gennaio 2001, dopo una serie di aggressioni razziste perpetrate da militanti di estrema destra, il Bundestag - seguito dal governo tedesco poi dal Bundesrat - aveva depositato presso la Corte costituzionale di Karlsruhe una domanda di interdizione del NPD (Partito nazional-democratico) - una formazione neo-nazista costituita da circa 6500 membri. La domanda era corredata da un dossier in cui si potevano leggere dichiarazioni di vari responsabili del NPD contrarie ai principi della Costituzione tedesca. I magistrati dovevano ricevere i primi testimoni il 5 febbraio, ma due settimane prima dell'udienza si sono accorti che uno dei principali testimoni - Wolfgang Frena, responsabile del NPD in Renania-Westfalia, noto per i suoi scritti radicali - era da tempo un informatore - e magari anche di più - della polizia. L'esame dell'affare fu immediatamente rinviato. Da quel giorno, i magistrati hanno accumulato le sorprese: il dossier è pieno zeppo di discorsi incendiari partoriti da responsabili neo-nazisti che, in realtà, sono dei "sottomarini" quindi degli agenti infiltrati. Fin'ora, all'interno del NPD sono stati individuati più di 10 collaboratori "molto speciali" della polizia. Per questo motivo, oggi il futuro della pratica sembra molto incerto, il che fa comodo ad alcuni responsabili della polizia che sostengono che nel vietare il NPD si renderebbe la sua sorveglianza più difficile nonché impossibile. Paradossalmente, si può ipotizzare senza vergogna che il NPD potrebbe dovere la sua sopravvivenza a coloro che sono proprio incaricati di sorvegliarlo quindi, indirettamente, di contenerlo: gli infiltrati costituirebbero la polizza di assicurazione del NPD e questo, consapevole di ciò, avrebbe ovviamente interesse a strumentalizzarli.

Ecco un bel esempio di quello che si potrebbe chiamare il "paradosso dell'accanimento", processo indotto dal rifiuto dell'eutanasia o, più semplicemente, del neo-darwinismo socio-medicale.

Mi spiego. Un soggetto viene dichiarato morto quando è in stato di morte cerebrale (cervello + tronco cerebrale) quindi quando vi è un arresto prolungato e irreversibile della circolazione encefalica portando così ad un anossia tissulare poi cellulare ed infine alla distruzione del tessuto cerebrale. Questo stato viene affermato dopo numerosi esami clinici e para-clinici in un soggetto la cui temperatura centrale è di almeno 36° C e la cui tensione arteriosa è nei limiti del normale. Gli esami clinici consistono nelle seguenti osservazioni e verifiche: 1) nessun movimento spontaneo o provocato da un qualunque stimolo, 2) arresto della ventilazione spontanea (compreso in ipercapnia quindi quando il tasso di CO2 arterioso viene aumentato il che indurrebbe in un soggetto normale una ripresa della ventilazione come succede in immersioni in apnea in cui l'ipercapnia consiste sostanzialmente nello stimolo che indica che bisogna risalire), 3) nessun riflesso del tronco cerebrale (assenza del riflesso corneo, del riflesso della tosse o della deglutizione). Per quanto riguarda gli esami para-clinici: 1) annullazione di tutti i potenziali auditivi, somestesici, ecc., 2) scomparsa del flusso arterioso intra-cranico al Doppler e all'arteriografia, elettroencefalogramma nullo e areattivo, 3) pressione di perfusione cerebrale nulla, ecc..

Non esiste alcuno studio che abbia mostrato che un soggetto, al quale sia stata associata la diagnosi di morte cerebrale condotta rigorosamente, si sia mai "risvegliato". Lo ripeto: nessuno si risveglia da una morte cerebrale - tanto meno per farci condividere pseudo-esperienze di "morte imminente" le cui caratteristiche di "dissociazione corpo-spirito" possono comunque essere chimico-indotte dai tossicologi, dagli anestesisti e dai tossicomani snob per esempio con l'ausilio della ketamina, una sostanza allucinogena che può essere usata a fini anestetici ad azione rapida. La morte cerebrale concede quindi, se necessario o se possibile, di asportare gli organi del soggetto morto in vista di un trapianto o del rinnovamento delle decorazioni dell'albero di Natale dei reparti di rianimazione. Accanirsi sul soggetto morto nel prolungare la sua "vita" artificiale non ha alcun senso, tranne nel caso in cui si vogliano conservarne gli organi, per l'appunto.
Ora, supponiamo ragionevolmente che, poiché ogni organismo è mortale (a meno di trasformazioni conservative, il che è qui del tutto irrilevante), a ognuno di essi possono o potranno essere associati una serie di dati che ci assicureranno che è vivo e vegeto o che è morto.

Arriviamo al dunque, perché ho ben altro da fare.

Nel caso dei partitini neo-nazisti, in effetti, non si può parlare di "morte cerebrale", ma di "coma" temporaneo indotto da un arresto cardiaco dovuto per esempio ad un infarto del miocardio: la fibrillazione ventricolare, quindi l'attività anarchica dei ventricoli, conduce a un'inefficienza circolatoria talvolta prolungata. Ma un arresto cardiaco non è sinonimo di morte cerebrale perché contrariamente ad essa è reversibile in alcuni casi: in effetti, stimolando il paziente con manovre di rianimazione gli si può fare recuperare la maggior parte delle sue funzioni. E' quanto successo con il NPD in Germania.

Le società democratiche contemporanee conoscono bene le patologie totalitaristiche reperite nella storia - talvolta addirittura nella propria storia - facendo sì che le casistiche siano ben definite quindi non-ambigue. Per di più, diagnosticare la morte cerebrale e il coma implica il fatto di saperli indurre o, per lo meno, di sapere cosa fare per non opporsi alla mutazione di un coma in morte cerebrale. Perciò, il neo-nazismo ed i suoi cloni più o meno pericolanti non costituiscono più un reale pericolo, tranne per coloro che urlano al lupo ogni volta che vedono un gruppo di minorati mentali con la testa rasata e con la tuta mimetica che recitano la parte del cesso biologico in "En attendant Godot..." generando così un concerto di grugniti seriali. Basta togliere la spina e poi usare il lancia-fiamme per ripulire la scena.
Quello che potrebbe invece costituire un vero e proprio pericolo per le società democratiche non risiede quindi nell'improbabile riproduzione più o meno fedele di grugniti arcaici ma nel totalitarismo contemporaneo in fase di attuazione la cui figura non è ancora riconducibile agli schemi per forza tradizionali dell'autoritarismo - proprio perché nuovo e contemporaneo - come potrebbe succedere con un nazional-marketing piramidale multi-level ultra-liberista proto-settario di ispirazione filo-scientologica.

A qualcuno viene un esempio concreto in mente?


La dittatura non necessita armi da fuoco, ma un bel guru e tanti soldi... Diogene Van Botul

In Rete:
Accertamento di morte cerebrale [ita]
Ketamina [ita]
Allarme Scientology [ita]
Sulla categoria di Totalitarismo [ita]
Il totalitarismo, aspetti e caratteristiche [ita]

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