George W. Bush - detto "W" - dichiara che alcuni nel mondo si saranno magari stancati degli sforzi americani a favore della libertà, ma non sarà il suo caso, ne' quello del suo governo; che la storia lo ha costretto ad entrare in azione per il bene del mondo, e che la lotta al terrorismo è paragonabile alla Seconda Guerra Mondiale.
Com'è bello l'unilateralismo trionfante! Com'è bella Valentina Pace scomparsa dal piccolo schermo perché rapita dai perversi polimorfi xulutliani!
L'America agli americani, la libertà a chi pretende di averla e l'Afghanistan a chi ci mette il prezzo. E' normale, tanto gli afgani di umano hanno ben poco poiché non ricevono ne' la CNN ne' Rete4, non sono in maggioranza cristiani, non mangiano con le posate firmate in inox e non tifano per la Juve o chissà per quale altra stalla di bovini capelluti o calvi - non c'è via di mezzo a causa del secondo corollario della 23esima legge di Murphy - strapagati per sostare sull'immacolata erba verde delle tivvù a pagamento come delle mucche in fase letargica irreversibile.
Quindi, lo ripeto a chi potrebbe avere le orecchie tappate di burro danese, degli afgani non ce ne può fregare di meno. Invece, degli americani sì. Ce ne frega. Eccome! Perché? Per il semplice motivo che la loro politica estera - trascureremo la politica interna per motivi umanitari - è quanto c'è di meglio nel mercato fiorente della presa per il culo senza l'uso della vaselina. Un modello. Da imitare e da seguire con gli occhi bendati e la cintura di castità ben allacciata.
Riuscire a ridurre la complessità del mondo in cui viviamo in un duello tra Miss Liberty e un pugno di fuori di testa e, contemporaneamente, riuscire a spingere i più vecchi alleati nel ruolo di satellite in fase di disintegrazione stratosferica - per esempio il docile Blair viene considerato da W come un utile imbecille - senza che nessuno (o quasi) se ne commuova, è un vero e proprio tour de force degno dei più grandi poeti decostruttivisti dadà.
E' ovvio che al Dipartimento di Stato americano non vi sono solo pittbul acefali che sbavano pavlovianamente ogni volta che l'odore del sangue, del sudore o delle orge militaresche sado-masochiste in chissà quale paese esotico solletica il loro naso da Pinocchio alla Siffredi. Pensare ciò sarebbe ammettere di essere un anti-americano primario e demagogico di tipo evoliano o di tipo ambientalista rosso-nero con i fiori nello sfintere e le bombe nelle mani, quindi un deficiente livello otto sulla scala di Frattini. Ma con la contro-rivoluzione conservatrice smorzata da Reagan negli anni ottanta - che ha visto il centro di gravità della politica americana scivolare dalla costa Est, liberale, verso il Sud e l'Ovest, ultra-reazionari - rende indiscutibile il fatto che l'unilateralismo americano si è ipertrofizzato a colpi di a priori ideologici, di attivismo attizzato da illusioni tecnologiche, da una lettura selettiva della storia e da un linguaggio binario degno del primo modello di cucitrice Singer, il che lo rende particolarmente pericoloso e, in fin dei conti, non molto diverso dalla natura degli interessi ipoteticamente organizzati che vorrebbe combattere: l'Asse del Male (sic W!... Sembra il titolo di un film coreografico di Van Damme in cui violenterebbe i tre porcellini travestiti da soubrette).
A parte le potenziali strategie a basso costo, ispirate da alcuni modelli di marketing hollywoodiano, tutto ciò è dovuto prevalentemente ad un subdolo processo di trasformazione del discorso politico-economico in un corpus irrazionale ("a-razionale" sarebbe un termine più opportuno viste le circostanze) cioè in beata religiosità manichea - processo che comunque è sempre stato presente nella storia in modo più o meno imbarazzante, che il verso sia politica/economia --> religione o <--.
I linguaggi umani (nonché probabilmente alcuni proto-linguaggi animali) inducono - o sono indotti da - la creazione di rappresentazioni e di simboli supportati dal sistema nervoso. Nell'ottica della logica neo-darwinista, questi assumono lo stesso ruolo del genotipo nei confronti del fenotipo: sono agenti evolutivi, quindi l'opposto di Maurizio Costanzo. Questi agenti possono essere considerati come delle entità neuro-informazionali, come delle unità elementari di cultura o di significato: i cosiddetti memi. Sono quindi degli oggetti mentali, delle idee, dei concetti, delle unità di informazione culturalmente trasmesse che popolano i nostri cervelli e che, come una creatura biologica, lottano per sopravvivere servendosi dell'individuo che ne è il portatore per diffondersi: essi circolano quindi fra gli individui e nei gruppi umani (alcune volte più o meno come dei virus) senza che questi ne siano consapevoli, condizionando così, sotto la pressione della selezione darwinista, i nostri modi di pensare quindi le nostre società. Ma contrariamente a quanto succede nel campo biologico, la diffusione dei memi non è solamente legata ad un'attività di riproduzione (immagazzinamento su diversi supporti, duplicazione e/o ibridazione), ma dipende anche fortemente dai mezzi di comunicazione che l'individuo ha a disposizione. La varietà di questi mezzi di trasmissione - e la banalizzazione dell'accesso a questi - rende la loro diffusione più facile (basti contare il numero di burle diffuse in internet, gli hoax, per aver voglia di rigurgitare la penultima colazione).
La teoria dei memi suggerisce quindi che quando parliamo, quando pensiamo, quando abbiamo voglia di trombare o di tosarci lo scroto, non lo facciamo a causa di un improbabile libero arbitrio soggetto a tante controversie ridondanti, ma perché alcuni memi ci hanno invaso, ci hanno condizionato e si diffondono tramite noi stessi per contaminare altre persone o altri gruppi. Gli individui e i gruppi sociali sono quindi dei propagatori ciechi di idee e di ideologie delle quali molto spesso non capiscono nulla. Allora, non si ipotizza più che il successo o l'insuccesso di un'idea tenga al fatto che sia "ottima" o "pessima", ma al fatto che contenga delle componenti - dei memi - di carattere più o meno competitivo-attrattivo.
Se molti geni si rivelano essere oggi inadatti o inutili alla sopravvivenza degli organismi del mondo contemporaneo, la maggior parte dei memi presentano gli stessi inconvenienti: convenivano bene alla sopravvivenza dei gruppi di cacciatori-raccoglitori o degli agricoltori del neolitico (dominazione del capo, legame col territorio, volontà di creare famiglie numerose... insomma, il modello leghista), ma si rivelano nocivi di fronte ai bisogni delle società attuali. In effetti, genericamente, i memi veicolano richiami al "senso comune", alla "morale", alla "verità" riferendosi implicitamente a ciò che questi termini sottintendevano nelle società dette primitive, creando così inadattamenti e mettendo a rischio alcuni gruppi sennò addirittura alcune società. Il motore della replicazione dei memi risiede essenzialmente nella predisposizione al mimetismo (e memetismo), molto diffuso negli animali ma anche negli esseri umani. Vi sono quindi i memi di dio, dell'inferno, dei rituali, del bene, del male, della democrazia, dell'orgasmo femminile (la più grande truffa degli ultimi 10 mila anni, dopo dio e il Superenalotto) e della sottomissione liberamente consentita.
Adesso, stiamo assistendo non solo ad una fase di forte mimetismo intellettuale (quello che alcuni chiamano il "pensiero unico") ma anche a pressioni selettive artificiali che tendono a trasformare un discorso razionale in un discorso metafisico. Non si tratta più, per esempio, di individuare le cause e le implicazioni geo-strategiche di un dato problema politico, ma di incentivare una lotta mistica basata sull'interpretazione epica del suddetto problema, possibilmente rendendolo il più astratto possibile quindi, in fondo, il più vicino ad alcuni istinti primordiali. Alcuni dirigenti e responsabili politici (se non tutti, o quasi) tentano, tramite manovre di destabilizzazione psicologica (in altri termini: con la diffusione mirata di memi), di ottenere dai loro "sottoposti" o i loro "elettori" una sottomissione senza condizioni, una diminuzione o alterazione del senso critico, una rottura con le referenze comunemente ammesse (addirittura con la riesumazione di vincoli arcaici), inducendo pericoli per le libertà individuali o collettive e, a fortori, per le istituzioni democratiche, nonché per gli orari di apertura dei pornoshop. Questo processo è tipico delle sette, checché ne possano dire gli Introvigne o altri relativisti culturali volontariamente miopi. Perciò si può intuire che questo processo fa sì (o farà sì) che uno stato si trasformi pian piano in una setta gigantesca. E' già successo con il nazional-socialismo, con la Chiesa Cattolica in Europa (e ci ritenta adesso che la nicchia gli sembra proficua) e sta per succedere con Scientology, particolarmente negli Stati Uniti d'America, paese in cui viene riconosciuta come entità religiosa - i legami tra Scientology ed alcuni gruppi di potere politico ed economico non sono più da dimostrare - e non come una pericolosa impresa coercitiva di sottomissione dell'individuo e di marketing di prodotti commerciali etichettati "made for your salvation".
Esiste un nome per il suddetto processo: la presa per il culo.
E vi sono prese per il culo che costano, le cui potenziali implicazioni farebbero rabbrividire una iena isterica. In effetti, alla destra di Gengis Khan, Donald Rumsfeld - il segretario della Difesa americana per il quale l'ONU altro non è che il cadavere ancora caldo ma troppo chiacchierone di un mondo multipolare moribondo - viene considerato da Henry Kissinger come il despota più brutale che lui abbia mai incontrato. E Kissinger - detto Kiki - di dispotismo se ne intende per averlo praticato nella sua versione soft ma turgida. Grazie al Senato, afflitto di mimetismo acuto, al basso quoziente intellettivo di W e all'amicizia insindacabile nonché alle affinità ideologiche (quindi mimetiche e memetiche) che vi sono tra quest'ultimo e Donald che di duck ha ben poco, la busta del Pentagono - valutata in 329 miliardi di dollari nel 2001 - è appena stata aumentata del 15% sorpassando così la somma dei nove budget della Difesa più importanti del mondo dopo quello degli USA.
Un budget per la moralizzazione del mondo. Un meme per la settarizzazione del mondo. Più crema nei pasticcini. The american way of war!
Simona, se continui a ignorarmi mi resterà Federica la mano amica!Diogene Van Botul
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