Dai tempi più remoti, l'atto di moltiplicare e di moltiplicarsi ha sempre mirato a diventare un'arte riproduttiva di tipo conigliesco nella classificazione lichtenberghiana delle Belle Arti: dalle incongruità verbose più immani alle dita dei piedi, tutto - o quasi - tende ad aumentare in funzione dell'inesorabile crescita entropica - senza tuttavia violare in modo selvaggio la legge della conservazione dell'energia. E' altrettanto vero per le stronzate ed i cretini che si diffondono come dei virus in perpetua sintonia con l'ambiente, il che li rende indistruttibile quindi immortali - a volte, viene addirittura in mente il dubbio hamleto-bertinottiano "essere cretino, o non essere". Ma questa è un'altra storia.
Quindi, da quasi niente nasce la molteplicità o, come dicono i truffatori new age proto-olisti, "dall'uno nasce il mio conto in banca": una coppia di conigli genera altri conigli che, a loro volta, generano altri conigli, e così via, fino a quando vengono sterilizzati industrialmente; 2 x 0 = 0, 2 x 1 = 2, 2 x 2 = 4, 2 x 4 = 8, 2 x 8 = 16, e così via fino a quando non si scarica la batteria della calcolatrice; poiché un peto aumenta impercettibilmente il tasso di ozono della nostra atmosfera, sei miliardi di peti a ripetizione iperciclica ne aumentano pericolosamente la percentuale, il che provoca cambiamenti climatici che, a loro volta, influiscono negativamente sulla qualità dell'alimentazione dei suini il che, infine, fa scoreggiare ancora più i sei miliardi di cretini bavosi che peraltro si diffondono comunque come dei virus, ecc..
Vi sono addirittura persone - come Von Neumann (un noto alcolista di origine ungherese) e Tremonti (un noto alcolista di origine ignota) - che hanno sostenuto o sostengono ancora che la creazione ex nihilo non è una chimera da metafisici alticci o non è una manifestazione da microcefali imbottiti di neurolettici. In effetti, per mostrare ciò, rappresenteremo l'insieme costituito dall'elemento "a" mettendo "a" tra parentesi grafe - {a} - e definiremo l'insieme vuoto - che rappresenteremo con le sole parentesi grafe { } - come l'insieme privo di elementi. Sembra una banalità. Infatti, lo è. Adesso, definiamo l'insieme delle parti P(X) di un insieme X = {a, b} (il numero di elementi di X non ha importanza, quello che conta è il procedimento): quest'insieme è costituito da tutti gli insiemi che si possono costruire con gli elementi di X quindi è l'insieme di tutti i sottoinsiemi di X, l'insieme vuoto (perché il vuoto appartiene ad ogni insieme: per forza, da ogni insieme si può costruire un insieme, l'insieme vuoto, costituito da nessun elemento dell'insieme X) e l'insieme X stesso inclusi. Quindi, P(X) = {{ }, {a}, {b}, {a, b} = X}.
P(X) ha quindi 4 elementi (è facile dimostrare, come si dice per pigrizia mimetica filo-corporatista, che il numero di elementi dell'insieme delle parti P(Y) di un qualunque insieme Y è 2 alla potenza il numero di elementi di Y, nonché il numero di bucatini all'amatriciana che Valentina è del tutto incapace di preparare con amore e dedizione - ciò gli farebbe meritare la pena di morte!). Possiamo, a questo punto, determinare l'insieme delle parti P({ }) dell'insieme vuoto { }: abbiamo semplicemente P({ }) = {{ }}, cioè è l'insieme costituito dall'insieme vuoto - che è contemporaneamente l'insieme stesso e l'insieme vuoto - quindi abbiamo che il numero di elementi di P({ }) è 1. Verifichiamolo con la "formula" delle potenze di 2: poiché l'insieme vuoto è privo di elementi, esso contiene 0 elementi, dunque il numero di elementi di P({ }) sarà 2 alla potenza 0, cioè 1.
Dal nulla abbiamo creato qualcosa: 1.
Continuiamo la procedura nel determinare l'insieme delle parti dell'insieme delle parti dell'insieme vuoto: P(P({ })) = {{ }, {{ }}}, quindi P(P({ })) è costituito da l'insieme vuoto { } - che è contemporaneamente l'insieme vuoto che mettiamo sempre nell'insieme delle parti perché, per definizione, appartiene ad ogni insieme come già visto, e un sottoinsieme di P({ }) - e dall'insieme P({ }) stesso che è {{ }}. D'altronde, poiché il numero di elementi di P({ }) è 1, abbiamo che il numero di elementi di P({{ }}) è 2 alla potenza 1, cioè 2. Possiamo così generare dal nulla tutti i numeri naturali: 0, 1, 2,... Il che ci rassicura prima di andare in pensione - è una metafora: tra non molto, i concetti pensionistici saranno oggetti da museo. E così via, fino a quando uno non aumenta il tasso di piombo del suo encefalo sparandosi una pallottola firmata "Zorro" tra gli occhi con una Berretta ben oliata.
Comunque, ciò contraddice lo psicopatico tedesco Kronecker quando affermava "Dio ha creato i numeri naturali; tutto il resto è opera dell'uomo". Tutt'al più si può dire che Dio è il nulla, ovvero l'insieme vuoto.
Dal nulla nasce tutto!
Ma c'è di peggio. Supponiamo che la nozione di infinito abbia senso al di fuori del contesto matematico o che, per magia iper-riduzionistica alla Circolo di Vienna (ipotesi da non trascurare con un sorriso da trisomico stampato in faccia), la nozione di infinito matematico (molteplice anche lui... non ne usciremo mai, urca!) possa essere trasportata nel mondo "reale". Esiste un assioma, il cosiddetto "assioma della scelta", "dell'ascella" (per motivi storici) o "di Zermelo", che afferma che, data una classe formata da infiniti insiemi, è sempre possibile scegliere da ogni insieme della classe un elemento, e formare con gli elementi così scelti un nuovo insieme. In altri termini: se ho infiniti sacchi di patate, posso scegliere da ogni sacco una patata e formare con le patate così scelte un nuovo sacco di patate. Fin qui, niente di sconvolgente tranne il consumo ossessivo-compulsivo - quindi patologico - di patate. In effetti. Ma proprio a causa dell'assioma della scelta, nascono paradossi del tutto contro-intuitivi, nonché incongruità verbose, cretini, dita dei piedi, partiti politici, verità rivelate e usi & costumi antropici.
Uno di questi paradossi è quello di Banach-Tarski, da cui discendono in gran parte le catastrofi partorite dagli umani, e gli umani stessi, nonché i cretini, le incongruità verbose, le dita dei piedi, i partiti politici, le verità rivelate e gli usi & costumi antropici. Infatti, il suddetto paradosso ci dice che è teoricamente possibile fare un puzzle con una palla - cioè spezzettare una palla - e riassemblarne in modo diverso i pezzi in modo da ottenere due palle distinte di uguale volume! Inoltre, benché il numero di pezzi del puzzle sia finito, sarà impossibile individuarli! Perbacco!
Da una palla, se ne possono fare infinite.
Vediamo quindi che, supponendo che Gesù sia esistito, questo conosceva il paradosso di Banach-Tarski e lo usò per la moltiplicazione dei pani, del vino e dell'8 per mille. Vediamo anche com'è possibile creare cento partiti politici tutti uguali da un singolo partito, in modo da rendere del tutto impotente un'azione politica, conformemente alla legge della conservazione dell'energia. A questo punto viene spontanea l'interiezione: "Evviva la partitocrazia banach-traskiana!".
Vediamo come sia ovvio e naturale il moltiplicarsi dei cretini, delle incongruità verbose, delle dita dei piedi, degli usi & costumi e del numero di lettere che sto usando in modo eolico per riempire questa pagina.
Dal nulla nasce tutto. Dell'insostenibile leggerezza dei peti superflui.
Simona, principessa tenebrosa, questa volta non la passi liscia! Diogene Van Botul
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